mercoledì 16 Giugno 2021
mercoledì, Giugno 16, 2021
spot_img

CI SONO SOLO IO!

di Alessandra Hropich scrittrice per Bibliotheka Edizioni

Leggo su un giornale una frase di Francesca Comencini che dice:  “Non si discute più, ognuno è chiuso nel suo individualismo.”

Niente di più vero, niente di più attuale. quante volte finiamo con il trascorrere ore davanti al pc anzichè confrontarci con amici, parenti o colleghi? Gli altri, possiamo dirlo con tranquillità, ci danno talvolta fastidio. Nei luoghi pubblici chiediamo spesso agli altri di abbassare la voce, non sempre perchè ci turbano davvero ma solo perchè siamo chiusi in noi stessi, con i nostri pensieri che viaggiano a mille.

Tutti andiamo di corsa? Non è sempre così,spesso ci affoghiamo di impegni, quasi per dare un senso alle nostre giornate. Non ci fermiamo per comunicare con gli altri e, da qui, nascono le più grandi incomprensioni sul lavoro, a casa, ovunque.

Esiste solo il nostro Io e al massimo, ciò che interessa la nostra cerchia più ristretta, i nostri cari, i parenti, ciò che ci circonda più da vicino. Non dimentichiamo che il bene nostro è figlio del bene della collettività. Ognuno di noi vorrebbe una casa, una famiglia, un lavoro sempre e solo per accontentare le esigenze del proprio Io. Mi trovavo ad un convegno, quando una signora si rivolge ad un politico per chiedere pubblicamente la sistemazione in ambito lavorativo del proprio figlio. Considero naturale che un genitore si preoccupi delle sorti del prorio figlio ma, assurdo,mi sembra rivolgersi a qualcuno solo per salvare il posto di lavoro di un solo ragazzo, dimenticando che, quel giovane prestava servizio in una struttura ove era giusto e logico salvare il lavoro di centinaia di altri, come lui. Questo individualismo lo trovo controproducente perché ingiusto, tutti dovremmo sentirci di più parte della collettività.

Per tornare alla signora incontrata al convegno, era la società in cui il figlio prestava servizio ad avere difficoltà, quindi, perchè allora non chiedere di salvarla per intero? Ecco, il nostro individualismo ci porta persino a fare domande ridicole in pubblico, quasi come se la signora avesse voluto o pensato di salvare solo il figlio in una situazione precaria anche per tutti gli altri dipendenti.

Socializzare, informarsi su quanto soffrono gli altri, invece non solo ci rendono persone migliori ma ci spogliano di quel velo di tristezza che ci accompagna ultimamente.

Quindi, anche ai più giovani e bambini, insegnamo ad essere aperti verso gli altri, più comunicativi, non dimenticando che non esiste miglior maestro che l’ altro, giusto o sbagliato che sia. La cosa che più mi sconcerta è di apprendere poi che si cerca dagli altri l’ altruismo mentre non sempre sembriamo neppure noi così disposti a darne.

Sarà per questo che si nota un crescente amore ed interesse verso gli animali, forse perchè chiediamo a loro quello che vorremmo dai nostri simili, più altruismo, che, di certo, le bestie sembra sappiano dimostrare senza tanti problemi che noi umani ci poniamo.

Ricorderò sempre un’ intervista al cantante Little Tony in cui mi disse che, in un un momento buio della sua vita, la vera ancora di salvezza, furono gli amici che lo salvarono, ecco gli altri, quelli che ci fanno andare oltre il nostro Io.

Per questo oggi si parla di depressione, di casi di persone che soffrono, perchè non si cerca la vera medicina dei nostri tempi, unica da sempre: la comunicazione con gli altri e non solo la sola premura verso il proprio io.

Leggi anche...

spot_img
spot_img
spot_img
spot_img