sabato 12 Giugno 2021
sabato, Giugno 12, 2021
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CANAVESE – SI CONTANO I DANNI PROVOCATI DAL MALTEMPO

CANAVESE – Grandinate e bombe d’acqua hanno nuovamente colpito nei giorni scorsi le stesse zone agricole già compromesse dalle precipitazioni della scorsa settimana.

Ad essere danneggiate o irrimediabilmente distrutte non sono state solo le produzioni stagionali ma anche molte strutture agricole, mentre i danni riportati dalle piante da frutto stanno costringendo gli agricoltori a tornare nei campi per potature straordinarie che permettano di salvare almeno i frutteti e le produzioni della prossima stagione.

Con la ricomparsa del sole è stato possibile effettuare le prime stime sui danni che, solo nei comuni di Bibiana e Campiglione Fenile, nel Pinerolese, ammonterebbero almeno a 14 milioni di euro.

La Confederazione Italiana Agricoltori di Torino chiede quindi la convocazione urgente di un Tavolo verde di concertazione con la Città Metropolitana per discutere le azioni da adottare a tutela degli agricoltori torinesi.

Tra i comuni del Torinese interessati dall’ultima violenta perturbazione, le zone più colpite risultano ancora il Pinerolese e le Valli di Lanzo, con situazioni più differenziate nel Canavese.

Nel Pinerolesei danni più gravi si concentrano nei comuni di Bibiana e Campiglione Fenile dove la produzione di kiwi, principale coltura frutticola della zona (295 ettari sui 643 complessivi coltivati a frutta), è andata completamente distrutta. Nell’area di Campiglione Fenile si stimano in 5 milioni di euro i danni alle piantagioni di kiwi e 2,5 milioni di euro quelli riguardanti pesche, mele, pere, susine e albicocche. Situazione pressoché identica a Bibiana dove la stima è di 4 milioni di eurodi danni per le produzioni di kiwi e 2 milioni per mele, pere, albicocche e susine e dove lo stato dei frutteti mette a rischio anche la produzione del prossimo anno.

Un esempio è dato dall’Azienda Agricola di Paolo Fenoglio che coltiva kiwi, mele e albicocche nell’area di Bibiana e Campiglione Fenile. Il 100% della produzione non protetta da reti è andato distrutto, per gli alberi protetti la percentuale è di circa il 30-35% di frutta distrutta. A questo si devono poi aggiungere i danni riportati dalle strutture di sostegno dei frutteti. “Oltre alle perdite sul raccolto si aggiungeranno i danni futuri – spiega il titolare Fabrizio Fenoglio – la grandine ci ha costretti ad una potatura fuori stagione e non possiamo sapere ora come risponderà la pianta nei prossimi mesi”.

Colpiti pesantemente anche i comuni di Bricherasio, Osasco, Garzigliana, Cavour e Pinerolo. Raffiche di vento, grandine e  bombe d’acqua si sono abbattute anche su Canavese e Valli di Lanzo. Ad essere maggiormente interessate qui sono state le coltivazioni di grano, orzo e mais e di ortaggi.

Nelle Valli di Lanzo, a Ceres, l’esempio è dato dai danni subiti dall’Azienda Agricola Naturalmente di Maurizio Donna che produce prevalentemente mirtilli e mele. Il 65% della produzione è andato distrutto mettendo a rischio un raccolto che in condizioni normali raggiunge i 40-45 quintali. “Il 65% dei frutti è stato abbattuto o danneggiato, così come le foglie – spiega Maurizio, il titolare – per fortuna le piante si sono salvate ma il grosso del raccolto è ormai perduto”.

 Il maltempo non ha risparmiato neanche il Canavese con intensità diverse a seconda delle zone. I danni maggiori si sono registrati nell’Alto Canavese dove il 60-70% delle coltivazioni di grano, ormai in avanzato stato di spigatura, sono state devastate. Per stimare gli effetti sulle produzioni di mais serviranno invece ancora alcune settimane, utili a comprendere se si renderà necessaria una nuova semina. Diversa la situazione per il Basso Canavese che mercoledì è stato colpito da una bomba d’acqua che in soli 20 minuti ha rovesciato su Caluso e zone limitrofe circa 40 mm di acqua, danneggiando irreparabilmente le colture non protette in pieno campo.

Nelle altre aree del Torinese e nella prima cintura del capoluogo le precipitazioni hanno colpito soprattutto le colture cerealicole, con percentuali di danno che oscillano tra il 20 e l’80%, e le coltivazioni orticole in campo aperto, in molti casi interamente distrutte. Anche in questo caso una stima economica precisa sarà possibile solo nelle prossime settimane, all’esito di valutazioni accurate sulle coltivazioni.

Dichiarazione di Roberto Barbero, presidente provinciale della Cia di Torino:

 

«Le precipitazioni che si sono abbattute sul Torinese, a meno di una settimana dalla prima grandinata, hanno provocato danni diffusi alle colture di frutta, cereali e ortaggi che in parte pregiudicheranno anche la produzione del prossimo anno. Gli agricoltori hanno subito perdite per decine di milioni tra mancato raccolto, danni alle piante e alle strutture e necessità di rientrare nei campi per provvedere ad attività di manutenzione straordinaria o a nuove semine.

Chiediamo con urgenza l’istituzione di un Tavolo verde in seno alla Città Metropolitana per coordinare un’azione a tutela dei tanti agricoltori torinesi danneggiati dai recenti eventi atmosferici”.

 

 

 

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