RIVAROLO – Porte aperte della centrale biomasse ai giornalisti, questa mattina.

All’incontro, organizzato per spiegare i risultati dello studio sullo stato dell’aria commissionato dalla Cofely all’ Erm Italia, e per far visitare la centrale a tutti i Rivarolo Centrale Biomasse (3)media al completo, era presente l’Amministratore Delegato Sipea, Giovanni Rivolta, mentre il Sindaco Alberto Rostagno ha fatto una breve comparsata, poiché aveva altri impegni improrogabili.

Rivarolo Centrale Biomasse (6)Assenti sia Arpa che Associazione Non Bruciamoci il Futuro, in quanto non invitati: «Volevamo lanciare un messaggio neutro – ha spiegato l’Ingegner Rivolta – non aprire un dibattito, ma comunicare delle risultanze. Abbiamo un rapporto con il mondo locale, come avviene sempre in questi impianti, non facile. La gente è portata ad equiparare la centrale a biomasse con i rifiuti, nessuno vuole una centrale a casa propria ma tutti vogliono le rinnovabili. Abbiamo cercato di far conoscere aprendo le porte, organizzato visite per le scuole. Continueremo questa campagna, perchè non abbiamo mai voluto occultare nulla di quest’impianto.»

Lo studio, iniziato nel giugno 2014 e terminato a marzo 2015, è stato effettuato basandosi su dati pubblici già in possesso di Arpa e Comune. Da quanto ha rilevato, le emissioni della Centrale avrebbero un “effetto trascurabile – riferisce il report illustrato da Iacopo Signorini, Erm Italia – sullo stato di qualità dell’aria nel territorio comunale, il quale risente principalmente delle emissioni generate dal traffico veicolare e dalle condizioni meteorologiche tipiche dellʼarea di studio”.

«Abbiamo voluto commissionare questo studio per scrupolo – ha proseguito Rivolta – affidandolo ad un soggetto neutro, perchè per noi la salute dei cittadini è Rivarolo Centrale Biomasse (8)importante.»

Ed è proprio per la salute dei cittadini che l’Associazione Non Bruciamoci il Futuro, da sempre, chiede i dati di emissione della centrale, ricordati all’Amministratore di Sipea, questa mattina, anche dal Sindaco.

«Non abbiamo nessun problema a fornire i dati – ha spiegato Rivolta – ma vanno interpretati. Ciò che conta è la variabile tempo nei quali vengono contestualizzati, perchè è questo che fa la differenza. Non devono essere utilizzati solo per sostenere una tesi. Dialogo aperto anche con l’associazione, con la quale eravamo disponibili, su loro richiesta, a creare una commissione, insieme al Comune, per le analisi e il monitoraggio. Sono stati fatti diversi incontri, e stilato un protocollo. Poi però tutto si è interrotto e non se n’è fatto più nulla.»

Altra argomentazione “cara” all’Associazione, riguarda il materiale che viene bruciato. «Ci avvalliamo della filiera corta e dei contratti quadro. Tutto il materiale e tracciato, anche perchè gli incentivi derivano proprio da questa tracciabilità. La filiera corta prevede l’approvvigionamento entro un raggio di 70km, purtroppo non Rivarolo Centrale Biomassesi è tenuto conto del fatto che il materiale non è sufficiente. Quindi stiamo utilizzando anche i contratti quadro, che riguardano la fornitura da parte di un produttore (questo per facilitare la tracciabilità), oltre i 70km di raggio. Al momento abbiamo filiera corta per il 46%, contratto quadro entro i 150km per altri 40% e il restante con contratto quadro oltre i 150km. È tutto permesso e stabilito dalla legge. Abbiamo anche un piccolissima quantità di produttori locali che ci portano il cippato, ma sono ancora pochi. Il nostro obiettivo è innescare in Canavese un’attività lavorativa che ruota intorno al rifornimento alla centrale.»

Ultima nota dolente la condizione necessaria sulla quale è stata autorizzata la centrale dall’ex Provincia, ossia la fornitura di teleriscaldamento alla città. Oltretutto la suddetta autorizzazione, scadrà proprio nel 2015.

«Purtroppo questo non è dipeso da noi – ha replicato Giovanni Rivolta – abbiamo fatto presente alla Provincia prima, e alla Città Metropolitana adesso, come stanno le cose. Stiamo sollecitando perchè questo avvenga quanto prima.»

 LEGGI QUI IL REPORT DELLO STUDIO SULLA QUALITA’ DELL’ARIA

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