BAIRO – Venerdì 1° maggio, a Bairo, nel cuore del Canavese, inaugura Edomania, mostra dedicata all’opera di Edoardo Maida, versatile artista sancarlese.Edomania 35x50 195977_1016452264308_2937_n

Avviata la sua formazione presso il Liceo Artistico “Felice Faccio” di Castellamonte, nella sezione Arte e Design della Ceramica, Maida prosegue i suoi studi artistici anche a livello universitario, frequentando il corso di Arte e Restauro dell’Accademia delle Belle Arti di Torino, il corso di Transportation Design dell’Istituto Europeo di Design (I.E.D.) e la Scuola Internazionale di Comics di Torino.

Ceramica, pittura, scultura, grafica digitale, visual, fotografia, video, fumetto. Maida lascia erompere il suo talento artistico nelle forme d’arte più diverse, sperimentando tecniche e materiali nel costante sforzo di esprimere l’inesprimibile e dare forma a ciò che ancora non esiste: sopra ogni cosa, le sue visioni.

La mostra, allestita presso il birrificio Curtis Canava di Bairo, è articolata in sette stanze che guideranno il visitatore alla scoperta dell’artista e dell’uomo Edoardo Maida, del “sogno lucido” nel quale si sono consumati i suoi ventinove anni. La selezione delle opere mostra la grande versatilità tecnica dell’artista e la sua capacità di coniugare abilità manuali e digitali, riuscendo a inserire, anche nei prodotti di consumo della modernità tecnologica, il valore aggiunto costituito dall’arte. L’esposizione è stata allestita interamente con materiale riciclato, secondo il principio per cui un oggetto, quando non viene più usato per la sua originaria funzione, può rinascere ad una seconda vita piegandosi ad uno scopo diverso da quello originario.

La prima sala, Memoria di un futuro passato, è dedicata alla gravidanza artistica di Maida e contiene gli studi e le opere realizzati per le diverse scuole frequentate. Il visitatore potrà seguire l’intero percorso di crescita dell’artista, partendo dalle scuole medie, dove il giovane Maida già si distingueva per la profondità di significato delle sue creazioni artistiche, fino ai lavori realizzati per il Liceo, l’Accademia di Belle Arti, lo I.E.D. e la Scuola Comics, nei quali emerge, accanto allo studio tecnico, la sensibilità visionaria dell’artista.

La seconda sala, Visione di un’Illusione, contiene uno studio fotografico sulle ombre, realizzato nell’estate del 2014 tra Torino e Venezia, accanto alle grafiche digitali realizzate per i volantini di noti locali ed eventi torinesi e non solo.

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Nella terza sala, Sogno Lucido, il visitatore penetrerà nel percorso China e Caffeina: autoritratti e visioni astrali in cui la prospettiva esterna delle opere conduce, invece, nei meandri più profondi e veri dell’artista. Questa stanza contiene inoltre gli storyboard realizzati per una nota casa automobilistica, affiancati dalla loro realizzazione cinematografica. I video mostreranno allo spettatore anche il Maida attore, permettendo di apprezzare le sue straordinarie doti performative.

La quarta sala, Purezza v.s. Trasgressione, presenta altri storyboard, da cui hanno preso vita noti annunci pubblicitari, e i fumetti. L’esposizione è interamente a soffitto, così che il visitatore avrà l’impressione di muoversi su una enorme striscia di fumetto, visibile a testa in su, in una escheriana confusione tra le direzioni e dimensioni reali e quelle della finzione espositiva.

La quinta sala, Acida(mente) (In)finito, contiene i fumetti e le tavole ispirati all’arte visionaria del Professor Bad Trip e di Escher. Attraverso spirali di mattonelle bianche e nere e pareti gommose e convergenti, il visitatore scivolerà nel bel mezzo di visioni oniriche angoscianti, animate da personaggi che incarnano, talvolta, una purezza che pare irraggiungibile e, più spesso, l’orrore deformante nascosto nei meandri della società.

La sesta sala è dedicata alle opere ispirate al movimento Arts and Crafts, che a fine Ottocento avviò la rivoluzione delle arti applicate contrapponendo alla scadente uniformità dei prodotti industriali l’artigianato, inteso come arte utile nel quotidiano. Maida si inserisce nel tracciato di questa ricerca, attraverso un percorso di sperimentazione di forme e materiali inediti, sia per quanto riguarda i supporti, sia per quanto riguarda gli smalti e le decorazioni.

La settima e ultima sala, Illuminazione, presenta le opere della maturità dell’artista. Dopo una gestazione durata anni, che il visitatore ha percorso nelle sei stanze precedenti, si approda, infine, all’ultimo passo: la rinascita ad un più profondo grado di comprensione del reale e dell’irreale. Dopo sogni lucidi e visioni astrali, finalmente, l’accesso alla piena Illuminazione.

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