TORINO – Due offerte sono state presentate al Tribunale di Torino per la De Tomaso: una della cordata italiana Eos e l’altra dalla società cinese Ideal, entrambe per la base minima di 580.000 euro.

Ad aggiudicarsi il marchio è stata l’ Ideal Team Ventures Limited, che ha sede legale nelle isole Vergini inglesi e sede operativa a Hong Kong che produce autode tomaso 4 è ha intenzione di utilizzare il marchio. La cordata Eos si è fermata a 1milione e 40 mila.

Per ora non è stato presentato alcun piano industriale. Grande delusione per i lavoratori presenti in aula.

“Questo – afferma il Presidente della Regione Sergio Chiamparino – lascia senza risposte il problema dei lavoratori e del futuro produttivo dell’azienda.“

E prosegue aggiungendo un’affermazione totalmente utopica: “ Bisogna capire bene chi siano i nuovi compratori, poi proveremo a capire se si può trovare una strada che garantisca possibilità

di lavoro a quanti dei 900 lavoratori non riescono ad accedere agli ammortizzatori sociali. Vogliamo evitare di lasciare le famiglie al lastrico, per noi è un serio e importante problema”.

Di fatto le intenzioni dell’Ideal sono quelle di continuare a produrre in Cina (a costi senza dubbio minori) con il marchio De Tomaso e non di aprire, o riaprire, in Italia. Quindi che i lavoratori italiani possano proseguire con il lavoro…beh, purtroppo la situazione si commenta da sé.

AGGIORNAMENTO – Frediani (M5S): “Fallimento colossale della Regione Piemonte. Pentenero esponga subito il piano per i lavoratori”

«Finisce nel peggiore dei modi la vicenda De Tomaso, con lo storico marchio svenduto per pochi soldi ad una società con sede nelle Isole Vergini Inglesi mentre centinaia di lavoratori sono, di fatto, in mezzo ad una strada.

Un fallimento colossale per la Regione Piemonte ed in primis per l’assessore Pentenero ed il presidente Chiamparino che solo fino a poche settimane fa gongolavano per l’esito dell’asta definito come “il migliore possibile”.

Se i lavoratori sono completamente privi di garanzie occupazionali, la responsabilità deve essere attribuita interamente alla Giunta regionale che non ha fatto sufficienti pressioni per inserire nel bando adeguate clausole sociali. Adesso l’assessore Pentenero chiarisca, quantomeno, il contenuto del suo Piano per i lavoratori De Tomaso. Sul quale, visti i precedenti fallimenti del suo assessorato, nutriamo francamente poche speranze.

Un altro pezzo di storia industriale del Piemonte è andato perso, e la responsabilità è di tutta della classe politica piemontese. Da Bresso a Chiamparino, passando per Cota, nessuno escluso.»

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