RIVAROLO – “Renzi ritiri il DDL perché distrugge la scuola”.

Questo è la frase che più si sente dire in questi giorni nelle scuole del territorio.Rivarolo DDL Scuola (3)

Per spiegare i punti salienti del decreto e per confrontarsi e dibattere circa le ripercussioni che avrà sulla sfera scolastica, ieri sera, mercoledì 22 aprile, presso la sala conferenze dell’Hotel Rivarolo, si è tenuto incontro promosso dal Comitato “Manifesto dei ‘500” e organizzato dai circoli scolastici canavesani.
Relatore della serata Lorenzo Varaldo, Coordinatore Nazionale del Manifesto dei ‘500, Marina Vittone, insegnante e Kristian Goglio, insegnante e sindacalista CGIL. Tutti i docenti del Canavese si sono riversati in sala per ascoltare, capire, dibattere.

Le ripercussioni che questo decreto avrà sulla scuola sono state sintetizzate in nove punti: la fine della libertà culturale e della libertà di insegnamento (poiché saranno i dirigenti scolastici a scegliere il personale da assegnare ai posti dell’organico docenti); la fine della “cattedra” fino al licenziamento degli insegnanti non graditi (il DDL istituisce un “organico di istituto”, con questo si prevede che i dirigenti potrebbero decidere di togliere la cattedra a qualche insegnante non gradito per fargli fare supplenze, attività di recupero e altro..); la fine del libero confronto e della collaborazione (il DDL incarica i dirigenti scolastici ad assegnare “premi” economici a una piccola parte di docenti, il che creerebbe pressioni sulle metodologie e sulle scelte dei contenuti); la fine del principio di uguaglianza dell’istruzione per tutti i cittadini (si apre la strada alla differenziazione dei programmi e dei livelli di insegnamento, quindi alla balcanizzazione dell’intero sistema); la fine del ruolo del collegio docenti e l’ingresso di interessi privati della scuola (è previsto un piano triennale dell’offerta formativa per il quale il collegio docenti verrà “sentito” mettendolo sul piano dei privati; si Rivarolo DDL Scuolateme inoltre che il piano triennale andrebbe ad integrare o a sostituire il POF). È ancora la creazione di scuole per povere per i poveri e ricche per i ricchi (i cittadini potranno donare il 5×1000 alla scuola, ovvio che le scuole situate nei quartieri ricchi avranno maggiori contributi); il ritorno al lavoro minorile per ricattare tutti i lavoratori (i ragazzi alterneranno scuola-lavoro per almeno 200ore l’anno con contratti di apprendistato liquidabili appena finito il percorso scolastico); la cancellazione dei diritti acquisiti degli idonei dei concorsi e di migliaia di precari (Renzi lascia fuori 50mila precari, cancellando i diritti degli idonei dei concorsi che, senza DDL, entrerebbero in ruolo a settembre); infine l’istituzione della dittatura del governo sulla scuola (il governo si assume la delega ad approvare qualunque tipo di provvedimento sulla scuola, senza contrattare nulla con i sindacati e senza passare dal Parlamento).
Per tutti questi motivi, l’intero personale scolastico, in accordo con tutte le sigle sindacali unificate, ha indetto uno sciopero per il 5 maggio. Mentre per questa sera, dalle 20,30, in piazza Castello, è previsto un flash mob dal titolo “Scuola pubblica, un patrimonio da difendere”.

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