BORGARO – «Non sussistono le condizioni per sospendere, o revocare, l’autorizzazione concessa a suo tempo per la realizzazione di una discarica a biomasse sul territorio borgarese».

Che la risposta della Città Metropolitana al Comune di Borgaro, il quale in un lungo documento aveva chiesto un intervento di tutela del territorio dalla cartello-inizio-lavori-alla-centralerealizzazione dell’impianto, non fosse stata favorevole all’Amministrazione e al Comitato che a quell’impianto si oppone era cosa nota.

Il contenuto della missiva è stato illustrato dal gruppo Latella, che ha sottolineato i toni forti utilizzati dal funzionario provinciale. Una risposta secca, nella quale si definisce “sproloquio normativo” lo scritto che sostiene l’istanza del Comune, e che rispedisce la palla nel campo dell’Amministrazione la quale, stando alla missiva, «…ha avuto modo di esprimersi nei termini e nei luoghi a ciò deputati dove non ha espresso un formale e motivato dissenso alla realizzazione dell’opera…». Insomma, se il Comune voleva prendere una posizione, doveva farlo nella sede più opportuna, vale a dire la Conferenza dei servizi alla quale aveva regolarmente preso parte.

E per quanto riguarda le emissioni in atmosfera da parte dell’impianto? Anche in questo caso la risposta non ammette repliche: «…fortunatamente non esiste una norma che impedisca l’avvio di attività industriali se queste sono realizzate nel rispetto delle leggi…». L’ultima stoccata: «Non si comprende quali dovrebbero essere le ragioni per annullare l’autorizzazione…».

E l’iter della centrale va avanti.

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