VALPERGA – L’ex Sindaco Davide Brunasso, ha convocato ieri sera i giornalisti.

Il suo intento sottolineare l’archiviazione di alcune pendenze giudiziarie a suo carico. Fare chiarezza.Valperga - Brunasso (RID)

« Non mi sono sottratto a nessuna verifica e a nessun controllo – ha affermato Brunasso – non avevo nulla da nascondere. È bello per un amministratore dimostrare la propria innocenza. E questo aldilà che io mi possa candidare o meno. La Politica deve essere fatta in un’altra maniera, è ora di smetterla e cambiare registro. Negli ultimi tre mesi sono stati chiusi entrambi i procedimenti a mio carico. Non sono nè indagato nè ho carichi pendenti.»

Relativamente a quest’argomento, Brunasso ha letto, alla presenza dei suoi due legali, le dichiarazioni che si era preparato, in modo da essere il più preciso possibile:

«Questa sera ho chiamato i miei avvocati Giada Caudera e Gianluca Garaffo e ne ho richiesto la presenza – ha dichiarato – perché volevo terminare questa campagna mediatica che mi dipinge come pluri-indagato quando in realtà le cose non stanno nei termini riferiti e riportati.

Valperga - Brunasso (2) (RID)Carte alla mano non risulto allo stato ne’ pregiudicato, ne’ con carichi pendenti.

Con riferimento alle denunce fatte dal dott. Marocco presso la Procura di Ivrea è con grande piacere che per quanto riguarda il discorso dei tabulati telefonici il procedimento è stato archiviato perché il fatto non sussiste.

“L’amministrazione ha infatti risposto correttamente e l’assenza di dolo nella condotta dei prevenuti è altresì dimostrata dalla consegna effettuata al Marocco di 48 fatture in possesso del Comune”.

Con riferimento alla denuncia fatta per peculato per l’utilizzo del Qubo, la Procura di Ivrea ha altresì disposto l’archiviazione perché il fatto non sussiste.

In quanto a “supporto delle spiegazioni fornite, Brunasso, produceva idonea documentazione reperita presso le amministrazioni annotate sul registro. L’assenza di dolo nella condotta è altresì dimostrata dall’avvenuta consegna del registro, con ciò dimostrando come la sua intenzione non fosse comunque quella di sottrarsi alle verifiche”.

È stato quindi creato e alimentato un clima infamante e denigratorio nei confronti dell’avversario politico. Queste questioni non hanno nulla a che fare con la politica. È puro discredito, disprezzo, infamia e calunnia nei miei confronti.

Tutto questo – ha proseguito – dimostra oggi con chiarezza quanto le battaglie politiche condotte contro di me siano state solo incivili, infamanti, calunniose e pretestuose al solo fine di destabilizzarmi e crearmi un’immagine non veritiera e distorta. Si è preso in giro la gente per puro interesse politico personale. Sperando nei tempi lunghi della giustizia si è giocato sulla buona fede delle persone. Ma chi ha messo in atto questo gioco al massacro è adesso colpito da un boomerang politico. Un clamoroso autogol per usare una metafora calcistica.

Ma ho reagito e reagiremo ancora con forza e chiarezza.

Non sono stato ferito io è stata ferita Valperga. Valperga non merita che si faccia politica denigrando e delegittimando l’avversario. La politica del fango e della calunnia sono una vergogna e dimostrano la pochezza delle persone che le portano avanti e la loro incapacità di confrontarsi non avendo argomentazioni serie.

Tutto questo – ha concluso Brunasso – dovevo ai tanti elettori, amici, cittadini, a mia mamma e la mia famiglia che mi hanno sostenuto, che credono e hanno sempre creduto in me.»

Fino alla prossima settimana Brunasso non svelerà la sua probabile candidatura.

«Non è facile – ha rimarcato – vedremo. Intanto questa mattina è arrivato il via libera dal Ministero dell’Interno per una mia ricandidatura. Sono giorni decisivi, vedremo se impegnarci dall’interno o dall’esterno. Siamo orgogliosi del fatto che la gente continui a chiamarci e a chiederci di tornare in campo. In un modo o nell’altro non l’abbandoneremo. Credo che stavolta potrebbe vincere chi riesce ad unire e non a dividere, ma c’è un clima avvelenato.»

E ha aggiunto: «Questa è una settimana importante. Vediamo se riusciamo a realizzare qualcosa considerando che si parte da situazione di paura. Sono stati mesi difficili. La convinzione c’è. In caso contrario resteremo comunque vicino alle persone, ma se decideremo di essere della partita, scenderemo in campo per vincere.»

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