RIVARA – La Comunità Montana è responsabile dell’ex discarica di Rivara, in quanto proprietaria dell’area, ed è ad essa che devono essere avanzate richieste e pretese.

Ad affermarlo in una lettera è il Commissario Straordinario di Asa, Stefano Ambrosini.

“Il 21 febbraio 2000, la Comunità Montana e il Consorzio hanno stipulato un contratto d’appalto per la gestione post mortem, da parte del secondo, della discarica dì Rivara discarica-rivara-1pertrent’anni. – Spiega Ambrosini – Contestualmente alia stipula dell’appalto, il Consorzio e la Comunità Montana hanno sottoscritto un ulteriore contratto (“collegato” al primo), avente per oggetto, da un lato, la costituzione del diritto di superficie sulle aree di sedime della discarica “alfine di costruire le opere edili strumentali alfa gestione posi mortem della discarica e quelle altre comunque rientrami nello statino sociale dell’Azienda Servizi Ambiente”; dall’altro, la fornitura continuativa di servizi di rimozione del percolato della discarica, di monitoraggio delle falde acquifere e del biogas e dì ripristino ambientale del sito degradato.

In attuazione di tali rapporti negoziali, il Consorzio ha presentato alla Provincia di Torino istanza per la variazione della titolarità dell’autorizzazione provinciale n. 52-58212/1999 allo smaltimento di rifiuti urbani nella discarica in questione.

Con determinazione del Dirigente del Servizio Gestione Rifiuti del 28 aprile 2000 la Provincia di Torino ha assentito alla suddetta variazione.

Con decreto del 28 aprite 2010, depositalo in Cancelleria il 3 maggio 2010, il Tribunale di Ivrea ha dichiarato aperta la procedura di amministrazione straordinaria del Consorzio e con provvedimento del 21 maggio 2010 il Ministero dello Sviluppo Economico ha nominato lo scrivente quale commissario straordinario.

Stando agli accertamenti e alle verifiche effettuate dal commissario all’indomani della propria nomina, il Consorzio risulta aver adempiuto regolarmente agli impegni assunti con la Comunità Montana, sostenendo spese che sono risultate superiori ai ricavi generati dallo svolgimento dell’attività.

Con lettera del 27 giugno 2012, lo scrivente ha comunicato alla Comunità Montana lo scioglimento, ai sensi dell’ari. 50 del d.lgs. 270/1999, dai contratti in data 21 febbraio 2000 per lo svolgimento del servizio dì gestione posi mortem della discarica di Rivara e di costituzione del diritto di superfìcie sulle aree di sedime della discarica stessa, rilenendo “non corrispondente all’interesse della procedura proseguire nell’adempimento di qualsivoglia prestazione in ordine alla gestione post mortem dì detta discarica”.

Nonostante lo scioglimento del Consorzio da ogni vincolo contrattuale relativo alla discarica di cui trattasi, l’ASA, al solo fine di scongiurare eventi lesivi dell’incolumità pubblica e dell’ambiente, ha provveduto autonomamente all’effettuazione di numerosi interventi conservativi sull’area della discarica, quali l’allontanamento del percolato, lo svolgimento del servizio di manutenzione ordinaria e il compimento di monitoraggi periodici.

In considerazione del venir meno dei requisiti in capo al Consorzio per l’esercizio dell’attività – la quale è di fatto cessata e a tale proposito lo scrivente si appresta a depositare presso il Tribunale di Ivrea istanza -lo scrivente ha provveduto a richiedere alla Città Metropolitana di Torino la pronuncia della decadenza dell’autorizzazione provinciale n. 52-58212/1999 allo smaltimento di rifiuti urbani nella discarica in questione.

A tale stregua, ogni richiesta e/o pretesa relativa alla ed. “Ex discarica” di Rivara deve essere rivolta alla Comunità Montana, in qualità di proprietaria dell’area.”

 

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