TORINO – Ha minacciato, pistola in pugno, i titolari di un bar.

Un cittadino italiano, I.D.S. di 33 anni, si è recato nel bar, in viale Thovez, dove lavorava la sua fidanzata, S.M. di 23 anni, e ha minacciato con una pistola uno dei due titolari allo scopo di poliziarecuperare il denaro che sarebbe spettato alla sua compagna per il lavoro prestato fino ad allora. Dal momento che i titolari del bar non avevano il denaro, l’uomo ha dato loro appuntamento al giorno dopo.

La titolare dell’esercizio commerciale, il giorno successivo, ha segnalato al 113 la presenza di I.D.S. che stava dando in escandescenze all’interno del bar. Il tempestivo intervento degli agenti della polizia di stato appartenenti al commissariato Borgo Po ha posto fine al fare minaccioso dell’uomo.

In seguito ad una perquisizione avvenuta nell’appartamento dell’uomo, a Nichelino, (condiviso con la compagna), è stata trovata una pistola scacciacane tipo revolver e senza il tappo rosso; munizioni varie; 950 euro in banconote false; 4 assegni falsi; un tirapugni; due grossi pugnali; un paio di manette; 2 telecamere poste a protezione del domicilio e 2 computer contenenti files con copie di documenti d’identità di terze persone.

Inoltre, presso la residenza ufficiale dell’uomo che si trova a Torino, sono state trovate 3 scatole contenenti oggetti idonei alla punzonatura dei telai e 1 scatola contenente gas per caricare la pistola ad aria compressa.

I.D.S è stato deferito all’autorità giudiziaria per i reati di minacce aggravate ed esercizio arbitrario delle proprie ragioni. Inoltre, unitamente alla propria fidanzata convivente, S.M. di 23 anni,  è stato denunciato anche per i reati di falsificazione di monete e spendita e per il reato di truffa in quanto, nell’agosto del 2014, i due fidanzati avevano posto in vendita la loro auto, una Fiat 500, e si erano fatti fare un bonifico di 5000 euro dall’acquirente senza aver mai perfezionato il passaggio di proprietà. Per tale motivo, l’auto è stata sottoposta a sequestro preventivo così come disposto dalla Procura di Torino con un provvedimento emesso nell’ottobre del 2014.

 

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