FAENZA – Sabato 4 aprile 2015 alle ore 18,00, presso la Bottega Bertaccini di Faenza in corso Garibaldi 4, inaugurazione della mostra:CERAMICHE SONORE / fischietti d’autore.

Opere di Sandra Baruzzi, Gianfranco Budini, Antonella Cimatti, Mirco Denicolò, Emidio Galassi, Luciano Laghi, Manifatture Sottosasso, Alberto Mingottifischietti (RID)

 

C’è il “Flauto magico” di Mozart e ci sono i “Fischietti magici” in ceramica.

Il fischietto (in Italia assume diverse denominazioni, dal cuco in Veneto al fiscaletto nel Meridione, ma è presente in tutta Europa) è probabilmente il primo giocattolo sonoro dell’antichità. La sua origine si perde nella notte dei tempi, lo si trova nelle civiltà più remote, in forme di animali e umane, realizzato plasmando l’argilla (come Adamo…) e cotto nel fuoco dei forni.

Inventati, forse, per imitare la voce degli uccelli, per rappresentare con il loro lieve soffio lo spirito della vita, diventano oggetti scaramantici per allontanare gli spiriti cattivi, oppure usati come difesa dai contadini contro i predatori di coltivazioni, fino a diventare gioco dei bambini oppure a suggellare un pegno d’amore.

3 copia www (RID)Il fischietto è dunque uno strumento magico, ricco di simboli e che affonda le proprie radici nell’antropologia culturale e nel mondo popolare.

 

Fino a trenta-quaranta anni fa i fischietti in terracotta si potevano trovare ancora sui banchi delle fiere e delle feste popolari, poi via via sono stati sostituiti da quelli di latta oppure di plastica. Motivo in più per non lasciar morire quella che è sicuramente una tra le più antiche espressioni dell’uomo, simbolo di festa e di gioia.

 

E’ per questo che abbiamo interpellato alcuni ceramisti per “sfidarli” a mettersi in gioco (in tutti i sensi) per realizzare pezzi unici di “ceramiche sonore”, ognuno con la propria tecnica e il proprio linguaggio.

Ne è uscita una mostra in cui il fischietto in ceramica viene riproposto rinnovato nei materiali, nelle forme, nei colori, ma rimane un oggetto magico, poetico, un po’ misterioso, a volte grottesco o comico, erotico, provocatorio, certamente un oggetto di festa e di buon augurio.

 

La mostra resterà aperta fino al 6 maggio.

Orari: 9,30-12,30 / 15,30-19,30 (chiuso domenica e lunedì mattina)

 

Sandra Baruzzi è presente con la collezione di opere “SINFONIE URBANE”11 copia www (RID)

 

SINFONIE URBANE

Opere che testimoniano un immaginario urbano, sonorità tra spazi di socialità e storie personali.

Il fischio come richiamo d’ascolto.

Per scelta abito in campagna, zona collinare in mezzo a lupi, cinghiali e scoiattoli ma confesso di amare anche le città. Trovo negli agglomerati urbani una forza primordiale, un senso di mistero esattamente come quello che avverto nella natura. Gli spazi mi parlano, è l’uomo che li crea, è la moltitudine umana che li con-divide.

Pieni e vuoti, luci e ombre, odori, suoni, colori. Moltitudini di persone oppure strade deserte nella quiete del mezzogiorno di ferragosto, strade pur sempre solenni contornate da vecchi muri fiancheggiati da edifici lucenti di vetri a specchi, strade dove trovi stratificato lo scorrere del tempo.

Lo spazio della città incomincia ad acquistare così una profondità sonora, surreale, misteriosa. Credo che il trasporto creativo e tutto personale di queste fluide connessioni scaturisca da qualche conoscenza inconsapevole, nascosta che conservo nella mia interiorità, nel mio dentro più intimo, molto più reale e sentito di quanto si possa credere. Una conoscenza che si libera perché non soffocata dal rapporto abituale con gli ambienti a me familiari, una conoscenza che si libera con il viaggio, con l’incontro di altri luoghi e persone.

Il fischio è sinfonia, è carpire attenzione, è comunicazione.

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