Foto G.D.F.

MONDOVÌ (CN) – Assente dal lavoro per malattia, dovuta ad un infortunio, lavorava come istruttore in un diving center di Alassio.

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Per questo motivo un ispettore della Polizia municipale di Mondovì è stato rinviato a giudizio dalla Procura della Repubblica di Cuneo per truffa aggravata ai danni dello Stato e licenziato dall’amministrazione comunale.

A scoprire il caso sono stati i militari della Compagnia della Guardia di Finanza di Albenga.

Le indagini, coordinate dal sostituto procuratore di Cuneo, Massimiliano Bolla, sono nate – come è stato rivelato oggi – a seguito di un’attività mirata al contrasto del lavoro nero. E’ stato così che i militari delle Fiamme Gialle di Albenga hanno individuato, tra i soggetti che svolgevano mansioni di istruttori subacquei e conduttori di imbarcazioni, anche il funzionario della Polizia Locale che aveva preso un periodo di malattia di 40 giorni per lombalgia.

Nel sito web del centro, era descritto invece come esperto sommozzatore, con tanto di fotografia “in divisa” da sub, oscurata dopo l’avvio delle attività ispettive. Il giorno del blitz, dopo aver richiesto ed ottenuto nelle prime ore della mattina un ulteriore prolungamento del suo infortunio per “l’aggravarsi della lombalgia”, aveva partecipato ad un’escursione subacquea all’Isola Gallinara.

“Un fatto gravissimo – ha commentato il sindaco di Mondovì Stefano Viglione – che non ammette giustificazioni: per questo il Comune di Mondovì ha prontamente avviato le procedure previste che hanno portato al licenziamento del dipendente coinvolto. È giusto che chiunque sbaglia e non rispetta le regole, venga punito, pagando per le proprie responsabilità. Il Comune agirà nelle competenti sedi per tutelare l’immagine del Corpo di Polizia e di tutto il personale che lavora ogni giorno con serietà e onestà a favore della comunità”.

Gli accertamenti dei finanzieri hanno evidenziato che per l’ispettore si trattava di un vero e proprio secondo lavoro, in nero, in cui era sollecitato anche allo spostamento di bombole d’ossigeno ed altra attrezzatura pesante, attività ritenuta incompatibile con la presunta lombalgia.

Lo sviluppo delle indagini, compiuto anche con la polizia locale di Mondovì, ha permesso di scoprire che per l’ispettore era usuale l’assenza dal lavoro per malattia soprattutto nelle stagioni calde e allo stesso tempo fosse presente al porto turistico di Alassio, “come dimostrano le strisciate del badge di accesso al porto. Lo strumento, intestato al diving, è stato dimostrato che era di fatto nella sua esclusiva disponibilità”, affermano i finanzieri in una nota.

L’uomo è stato rinviato a giudizio e il primo aprile prossimo scatterà il licenziamento. Il caso è stato segnalato alla Procura della Corte dei Conti del Piemonte per il recupero del danno erariale.

Il datore di lavoro sarà sottoposto a segnalazione al dipartimento della Funzione pubblica perché avrebbe dovuto verificare che stava impiegando un funzionario pubblico.

 

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