CITTÀ METROPOLITANA – I Consiglieri Metropolitani del Movimento 5Stelle, Marco Marocco e Dimitri De Vita, hanno presentato un esposto alla Corte dei Conti del Piemonte in merito ad Ato-R ed ai Consorzi aboliti per Legge dello Stato ma tuttora operanti.

«Nonostante la Legge dello Stato abbia abolito le Autorità d’ambito ed i Consorzi, – affermano i Consiglieri – tanto questi ultimi quanto l’Ato-R continuano imperterriti a ridisegnare il sistema di gestione dei rifiuti nel Torinese, a definire le sorti di aziende in situazioni economiche compromesse, ad indire gare d’appalto ed a decidere a chi affidare la gestione di rifiuti per i prossimi vent’anni. I rappresentanti di questi enti giustificano il loro operato asserendo di essere ancora legittimamente in carica in regime di “prorogatio” che di fatto risulta a parer nostro – concludono – “indefinita” perché non legittimata da alcuna norma statale né soprattutto dalla Carta Costituzionale.»

Con queste premesse abbiamo ampiamente argomentato la nostra approfondita denuncia alla Corte dei Conti Piemontese .m5s

“[…] Allora, una proroga indeterminata nella sua durata, – si legge nell’esposto – che lasci pieni poteri agli enti sopprimendi non è forse un modo per eludere la chiara volontà del legislatore statale, facendo sopravvivere il sistema che quest’ultimo intendeva sopprimere? Allo stato, i Consorzi e l’Ato-R stanno ridisegnando tutto il sistema di gestione dei rifiuti del torinese, gestiscono le sorti di aziende con situazioni economiche gravemente compromesse, indicono gare d’appalto, decidendo a chi affidare la gestione dei rifiuti per i prossimi anni ed in particolare l’Ato-R con deliberazione del CDA n° 16 del 3 luglio 2014 ha disposto l’acquisto di un immobile per la nuova sede. Ma stando alla norma vigente, tutti questi atti non dovrebbero essere nulli? […]

 

Non è tardato ad arrivare il comunicato in risposta alla questione, a firma di Paolo Foietta, Presidente Ato-R:

“Il Movimento Cinque Stelle ha presentato un esposto alla Corte dei Conti contro ATOR: secondo i cinque stelle l’Autorità d’Ambito Torinese per il governo dei rifiuti non sarebbe, per legge, nelle condizioni di operare e quindi non sarebbe legittimata a gestire la gara a doppio oggetto per l’integrazione societaria di CIDIU e COVAR in una società unica per la gestione dei rifiuti.

E’ nota la manifesta contrarietà politica di M5S all’operazione di razionalizzazione del sistema societario dei rifiuti urbani metropolitano, voluta dal Sindaco di Torino e dai principali Sindaci dell’Area Metropolitana Torinese: secondo loro, se l’ATO-R (ed i consorzi COVAR e CADOS per quanto di competenza) non potessero fare la gara nessun altro potrebbe farla ato-rconservando l’attuale situazione.

Già nella primavera del 2014, quando si è avviata la prima fase della gara (prequalifica) per la nuova società metropolitana dei rifiuti, NOINC e CARP, spalleggiati da M5S avviarono una campagna di boicottaggio del percorso di integrazione societaria appena avviato da ATO-R, quale ente coordinatore della gara, proponendo uno schema di delibera di diniego proposto a tutti i sindaci.

Alla risposta argomentata di ATO-R a tale iniziativa, seguì un lungo silenzio ma proprio oggi, che si sta per entrare nella fase di gara vera e propria, si riaprono le ostilità. E’ evidente che si tratta di una mossa strumentale, per penalizzare gli esiti della procedura di gara: se la reale motivazione fosse la legittimazione di ATO-R ad operare, perché non procedere con l’esposto un anno fa quando la gara è stata avviata?

In pratica l’ATO-R è accusato di essere un ente attivo, di non stare con le mani in mano in attesa che la Regione dia corso alla riorganizzazione del sistema di governo, di gestire con efficacia ed efficienza il sistema di gestione dei rifiuti dell’ambito, di gestire i flussi agli impianti, ridurre anche la tariffa del termovalorizzatore e, addirittura, di gestire una procedura di gara ad evidenza pubblica per aggregare due soggetti (COVAR e CIDIU) al fine di razionalizzare il sistema dei rifiuti urbani con economie di scala e omogeneizzazione dei costi.

Il Presidente ed il CDA di ATO-R sono accusati di stare attuando, gratuitamente, senza alcun emolumento e rimborso, per senso civico e di responsabilità, il lavoro per cui è stata costituita ATO-R, peraltro perseguendo i principi e obiettivi nazionali del Piano Cottarelli.

Per dare la corretta informazione, che non è purtroppo consona agli estensori dell’esposto, si ricorda che la legittimazione di ATO-R deriva, oltre che dal sistema normativo regionale, come specificato peraltro dalla nota prot. n. 10348 del 17/7/2013 della Regione Piemonte (che evidenzia come i Consorzi di cui alla L.R. 24/02 continuano ad esercitare senza soluzione di continuità e ad ogni effetto di legge le proprie funzioni sino alla data di subentro della nuova Conferenza d’Ambito), in particolare dal sistema normativo nazionale.

L’art 3 bis del D.lgs. 138/2011, come modificato dalla Legge di Stabilità per l’anno 2015, prevede infatti che “[…] le regioni […] organizzano lo svolgimento dei servizi pubblici locali a rete di rilevanza economica definendo il perimetro degli ambiti o bacini territoriali ottimali […] e istituendo o designando gli enti di governo degli stessi, entro il termine del 30 giugno 2012. La dimensione degli ambiti o bacini territoriali ottimali di norma deve essere non inferiore almeno a quella del territorio provinciale.[…] E’ fatta salva l’organizzazione di servizi pubblici locali di settore in ambiti o bacini territoriali ottimali già prevista […] ai sensi […] delle disposizioni regionali che abbiano già avviato la costituzione di ambiti o bacini territoriali in coerenza con le previsioni indicate nel presente comma” (ndr L.R. 24/02).

ATO-R è pertanto l’ente di governo dell’ambito, come previsto dal citato art. 3 bis e con le competenze e poteri ivi delineati (e potenziati proprio dalla Legge di Stabilità).

A sostegno della loro tesi, gli estensori dell’esposto richiamano anche una delibera del CDA del luglio 2014, di indirizzi per l’avvio di ricerca di una nuova sede, finalizzata a risparmiare sull’affitto. Peccato che a questa delibera ATO-R non ha mai dato corso in quanto, con successiva delibera di ottobre 2014, n. 29, è stato rinnovato il contratto d’affitto con ARPA, a condizioni di miglior favore rispetto a quelle precedentemente stipulate. Una ennesima, esilarante bufala.

ATOR è, più che serenamente, a disposizione della Corte dei Conti e s’impegna a rispettare il programma per arrivare, senza ritardi, alla seconda fase di gara entro giugno 2015.”

Ora la palla passa  alla Corte dei Conti.

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