venerdì 23 Aprile 2021

TORINO – SEQUESTRATO “TESORO” DI NOMADI SINTI: OLTRE 1.200.000 €.

TORINOErano abitualmente dediti alla commissione di reati contro il patrimonio (furti, rapine, truffe, ecc.), specie nei confronti delle persone anziane,

con la tecnica dei falsi appartenenti alle Forze di Polizia o dei finti impiegati statali incaricati di verificare la genuinità delle banconote in possesso dei malcapitati, i due coniugi sinti piemontesi ai quali i militari del Nucleo Polizia Tributaria Torino, su disposizione della locale Autorità Giudiziaria, hanno sequestrato un ingente patrimonio.

Nei confronti di A.E. e V.A., rispettivamente un 52enne nato a Mondovì (CN) ed una 45enne di Venaria Reale (TO), le Fiamme Gialle hanno applicato il Codice Antimafia (D.Lgs. n. 159/2011), nella parte relativa alle misure di prevenzione patrimoniale riservate alle persone ritenute socialmente pericolose, con un’evidente sproporzione tra i beni posseduti ed i redditi dichiarati dal nucleo familiare.

La donna, peraltro, per le notifiche di rito, è stata raggiunta dai Finanzieri presso la Casa Circondariale “Lorusso e Cutugno” di Torino, dove risulta detenuta per scontare, in relazione proprio ad uno dei menzionati reati, una condanna definitiva a 8 anni e 2 mesi di reclusione, sentenziata il 17 luglio 2013 dalla Corte di Appello di Milano, divenuta definitiva il 16 settembre 2014.

In attesa dell’udienza, fissata per il mese di marzo p.v. dinanzi alla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Torino, sono quindi stati sottoposti a sequestro anticipato due ville con adiacenti terreni ubicati nel comune di Asti, un vigneto nell’Astigiano, il contenuto di tre cassette di sicurezza, sei rapporti di conto corrente bancario, un dossier titoli ed una polizza assicurativa, intestati e/o riconducibili ai due nomadi sinti, per un valore complessivo di circa 1,2 milioni di euro.

L’intero patrimonio sequestrato passerà, ora, alla piena gestione di un amministratore giudiziario nominato dal locale Tribunale in attesa della definitiva confisca e, dunque, del passaggio all’Agenzia Nazionale beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, il quale, allorquando detti beni saranno definitivamente oggetto di ablazione patrimoniale, ne curerà la destinazione ad un effettivo riutilizzo sociale.

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