venerdì 16 Aprile 2021

SAMONE – Il Sindaco Giordano si è dimesso

SAMONE – Il Sindaco di Samone si è dimesso lo scorso 23 gennaio.

Le motivazioni, sono state chiaramente spiegate in una lettera indirizzata ai cittadini, che qui pubblichiamo:

“Cari concittadini,il 19 dicembre il Consiglio Comunale di Samone ha approvato l’atto di indirizzo per la gestione associata delle funzioni fondamentali con i Comuni di Ivrea, Fiorano, Banchette, Montalto e Cascinette.

L’atto è stato approvato praticamente all’unanimità (un solo astenuto, un consigliere che dice di considerarsi “minoranza della minoranza”).

Si tratta del primo atto ufficiale di un processo che ho voluto coinvolgesse maggioranza ed opposizione in modo unitario, proprio perché comporta scelte che impegneranno il Comune di Samone per lungo tempo e vanno al di là dell’ordinaria amministrazione. Devo dire che da parte del capogruppo della minoranza ho avuto in ciò piena collaborazione.

Precisato questo, esiste oggettivamente, per quanto mi riguarda, un problema di compatibilità tra la mia carica di Sindaco e quella di Responsabile del Servizio Tecnico del Comune di Banchette, comune che farà anch’esso parte dell’Unione.

Si tratta di un problema sollevato in Consiglio dal Consigliere che si è astenuto, ma che io stesso avevo posto per primo all’attenzione fin dal primo incontro sul tema, ad ottobre.

La questione non chiara e discutibile è: quando scatta l’incompatibilità?; già nella fase di elaborazione dello Statuto e dei Regolamenti (fase che presumibilmente durerà parecchi mesi e che ci porterà a ridosso della scadenza naturale del mandato nel 2016) oppure quando l’Unione diventerà effettivamente operativa?

Chiaramente, per quanto ci riguarda, la questione non è tanto giuridica, quanto politica.

Pertanto ho chiesto ai Consiglieri tutti di decidere se, per l’interesse della nostra comunità, fosse più utile rimanere in carica e far partecipare il Comune a pieno titolo al processo di costituzione dell’Unione o lasciare per alcuni mesi il Comune in mano al Commissario e quindi nell’immobilismo. E ho chiesto che il parere – per restare – fosse unanime, perché non intendevo passare un anno a difendermi da attacchi personali.

Il parere unanime non c’è stato e io ho capito, e con me tutta la mia maggioranza, che la volontà di una parte della minoranza – non tutta- sarebbe stata di fare il tiro al bersaglio sul “conflitto di interessi”per un intero anno, per arrivare poi, alle elezioni 2016, presentandosi come paladina della trasparenza, senza doversi preoccupare più di tanto nel frattempo degli interessi reali della comunità.

Io che non ho interessi personali da difendere e che ho sempre fatto politica per impegno civile, non intendo farmi impallinare gratuitamente, per cui mi dimetto.”

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