domenica 11 Aprile 2021

COSTIGLIOLE D’ASTI – MARITO DI ELENA CESTE ARRESTATO

COSTIGLIOLE D’ASTI – I carabinieri di Asti hanno arrestato il marito di Elena Ceste,

Michele Buoninconti, per omicidio volontario e occultamento di cadavere.

I carabinieri hanno precisato che Buoninconti è stato arrestato per omicidio volontario premeditato su ordine del gip di Asti Giacomo Marson, che ha accolto la richiesta del pm Laura Deodato.

Ieri era stata depositata in Procura la perizia autoptica eseguita sul corpo della donna. Nella stesso tempo era stato effettuato, su iniziativa dei legali, un sopralluogo sul luogo in cui venne ritrovato il corpo della donna.

Il caso di Elena Ceste fa parlare di sé da oltre un anno a questa parte. La donna, 37 anni, di Costigliole d’Asti, madre di quattro figli, scomparve da casa il 23 gennaio del 2014. Si ipotizzò dapprima una fuga (le indagini si sono spinte fino a Tenerife), poi un suicidio. Poi cominciò a prendere corpo l’ipotesi che potesse essere stata uccisa. Il suo corpo venne trovato nove mesi dopo, il 18 ottobre scorso. Per caso: era poco distante dalla sua abitazione.

I resti della donna, sommersi dal fango nel rio Mersa, erano a circa un chilometro dalla villetta di Costigliole. Furono trovati per caso, durante alcuni lavori di scavo. Una perizio e la successiva analisi del dna permise di accertare che si tratta proprio della donna scomparsa.

A Costigliole in questi mesi si sono succedute preghiere, fiaccolate e cortei. Il marito, Michele Buoninconti, 45 anni, si è sempre dichiarato innocente. Ha detto di non voler parlare per proteggere i suoi figli. Fu lui – a suo tempo – a denunciare la scomparsa della moglie: “Lei quel giorno mi aveva pregato di passare a prendere i figli a scuola perché non si sentiva bene. Non l’ho più vista”.

Elena Ceste sembrava fosse sparita nel nulla. Di bagaglio non ne aveva preso; l’auto era rimasta parcheggiata in cortile; e in casa c’erano il suo telefonino cellulare e la sua fede nuziale. Una fuga volontaria, un malore, una disgrazia, forse addirittura un suicidio. Queste le prime prime ipotesi.

Fino, appunto, al 18 ottobre scorso, quando i suoi resti emersero da sotto terra per puro caso, durante lavori di ripristino di una roggia del rio Mersa. “Ora vorrei solo poterla seppellire” disse Buoninconti dopo che venne accertato che quel corpo era effettivamente quello della moglie. Ma si lasciò sfuggire anche che effettivamente lui, il giorno in cui la moglie scomparve, andò nel luogo in cui fu poi ritrovata. “Ma non vidi nulla”.

La procura di Asti non gli ha mai creduto. Dopo indagini meticolosissime, lo ha iscritto nel registro degli indagati il 24 ottobre scorso. Ieri è stata depositata in Procura la perizia con i risultati dell’autopsia sul corpo della donna. Oggi, 29 gennaio, il gip di Asti Giacomo Marson ha accolto la richiesta del pm Laura Deodato e ha arrestato Buoninconti per omicidio volontario premeditato e occultamento di cadavere.

 

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