mercoledì 27 Gennaio 2021

CUORGNÈ – Cuorgnè capofila della Centrale Unica di Committenza

CUORGNÈ – Prosegue la politica dell’Amministrazione Cuorgnatese guidata da Beppe Pezzetto, rivolta a divenire punto di riferimento concreto di un territorio più vasto, su tematiche specifiche, una politica che ha permesso a Cuorgnè di rompere l’isolazionismo che l’aveva contraddistinta con le passate amministrazioni.

Dopo essere divenuta punto di riferimento per quel che concerne il volontariato (da riferimento in caso di calamità naturali per 41 comuni (circa 80.000 abitanti) e punto di riferimento Regionale per l’AIB “Anti Incendi Boschivi”). L’amministrazione è divenuta riferimento territoriale per quel che concerne il SUAP (Sportello Unico delle Attività Produttive) con ben 40 comuni associati per un bacino di circa 40.000 abitanti.

Con il recente consiglio comunale Cuorgnè si propone quale riferimento capofila nella gestione associata della Centrale Unica di Committenza CUC, che sarà per legge obbligatoriamente operativa a partire già dal 1° gennaio 2015, da subito sono 8 i Comuni che hanno richiesto l’adesione (Busano, Canischio, Favria, Pertusio, Prascorsano, San Colombano e Valperga) per un totale di circa 20.000 abitanti.

“il progetto CUC, come già precedentemente il progetto SUAP, è un esempio reale di come stiamo dando concretezza ad alcuni concetti fondamentali che sono alla base della nostra azione amministrativa: valorizzare le eccellenze, metterle a disposizione del territorio, rendere più trasparenti i processi” il commento del Sindaco Beppe Pezzetto, fautore della Città “in Rete” o “Diffusa” dell’Alto Canavese, continua Pezzetto “questa strategia ci consentirà di cogliere due risultati, il primo a tendere, di programmare meglio gli acquisti di un territorio vasto, e quindi di fare economie di scala, il secondo risultato forse meno visibile ma estremamente importante, è quello di rendere standard i processi burocratici in un territorio, che è a mio avviso, una delle strategie vincenti per costruire un area più omogenea e meno burocratica” conclude Pezzetto.

Un modo intelligente di valorizzare le risorse pubbliche, ed anche una modalità concreta e subito operativa, che punta al lavoro di squadra, in un territorio, come quello del Canavese, che ha tante potenzialità ma che fatica a metterle a fattor comune per ragionare come un’area unica.

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