venerdì 22 Gennaio 2021

TORINO – OMICIDIO TABACCAIO: MORTO PER UN PACCHETTO DI SIGARETTE

TORINO – Lo ha steso con un pugno in pieno volto e poi gli si è accanito contro fino ad ucciderlo. Il brutale delitto nel tardo pomeriggio a Torino, all’interno di un bar-tabaccheria.

Vittima il proprietario, Enrico Rigollet di 57 anni, da trent’anni gestore del locale con Prospero, il fratello gemello. “Non sono riuscito a fermarlo”, ha raccontato quest’ultimo ai carabinieri, che poco dopo hanno arrestato l’omicida, Giuseppe Cerasa, 38 anni.

A dare l’allarme è stata l’anziana madre dell’omicida, per tutto il pomeriggio corsa dietro al figlio per cercare di fermarlo. L’uomo con problemi di alcol, viveva in una comunità di recupero. “Veniva qui spesso a scroccare il caffè e le sigarette e giocava forte al lotto e al superenalotto”, hanno sostenuto alcuni residenti di via Veglia, zona periferica di Torino al confine con il comune di Grugliasco.

Una scena che, secondo la ricostruzione dei carabinieri, si è ripetuta anche oggi pomeriggio, intorno all’ora di pranzo. “Voleva un pacchetto di sigarette, ma non aveva i soldi e questa volta Enrico lo ha mandato via”, dice un negoziante. Per alcune ore il cliente, inseguito dalla madre che lo voleva riportare a casa, ha camminato per le vie del quartiere; poi è tornato dal tabaccaio, al civico 51, forse per vendicarsi del rifiuto di qualche ora prima. E, in preda a un raptus, lo ha colpito senza

dire neppure una parola.

“Conosco bene quell’uomo, era un tipo strano, ma non pensavo che sarebbe arrivato a tanto”, ha affermato il fratello della vittima, che ha assistito impotente alla mattanza del suo gemello. “Sembrava una furia, non sono riuscito a fermarlo in nessun modo”, ribadisce ancora incredulo per quello che è accaduto.

Immediato l’intervento, insieme ai carabinieri, del 118. I soccorritori hanno tentato a lungo di rianimare il tabaccaio, ma il suo cuore non ha retto.

Quando i carabinieri hanno fermato l’omicida, davanti alla tabaccheria da cui non si era allontanato, ha tentato di giustificarsi sostenendo di essere stato aggredito. Tesi smentita dai numerosi testimoni ascoltati negli uffici del Comando provinciale dell’Arma, dove il pm Chiara Maina ha interrogato anche l’autore del delitto. E’ probabile che il magistrato disponga l’autopsia per accertare le cause esatte della morte di Rigollet. In serata, Cerasa è stato poi accompagnato nel carcere delle Vallette.

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