TORINO – Palazzo Madama e Pinacoteca Albertina rafforzano, la collaborazione, con l’inaugurazione di una mostra dedicata ai presepi. Il periodo natalizio è da sempre valorizzato a Torino con nuove proposte e spazi così da offrire a cittadini e turisti un “Natale coi fiocchi”.

La mostra propone un percorso dedicato alla Natività nell’arte in una chiave molto

Foto di Antonio Chiarenza
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accattivante: far dialogare i capolavori di grandi artisti del passato con i lavori di oltre 50 artisti contemporanei, la maggior parte attivi in Piemonte. In questa narrativa assume un ruolo centrale l’allestimento artistico di Ugo Li Puma, un marchio di guizzi diretti e innovativi. Il cartone del designer piemontese assume forme moderne ed essenziali, senza entrare mai in contrasto con le opere di qualsiasi epoca storica. Il tema della mostra dice tutto. un mondo magico religioso che affascina da sempre ogni uomo, dalla dimensione individuale alla coscienza.

Bambini, genitori e anziani vivono ogni anno la deliziosa e travolgente gioia del Natale. Una atmosfera respirata da tutti. Popolare e trasversale. Ricchi, poveri, malati, emarginati, atei, credenti si radunano davanti a una umile e povera mangiatoia per

Foto di Antonio Chiarenza
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rendere onore a Gesù bambino. Una festa tradizionale che trova il suo simbolo nel presepe. Molte leggende sfiorano la scena della Natività, ogni popolo e cultura ci propone un ventaglio ricco di letture, ben lontano dalla classica oleografia devozionale. Il tema centrale è la ricerca della Verità. Angoscia, frustrazione, dolori e traumi per quindici giorni vengono abbandonati per lasciare il posto alla magia del presepe. In questa ottica, la Pinacoteca Albertina ha voluto accendere i riflettori sull’entusiasmo artistico di costruire un presepe.

Davanti allo sguardo del visitatore, la scena della Natività composta da Maria, Giuseppe e il Bambino assume una affascinante unione della parola scritta (nei Vangeli) con la Tradizione divulgata dai predicatori. Lo schema del racconto parte dall’origine bizantina

Foto di Antonio Chiarenza
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con la Vergine distesa su un giaciglio, dopo il parto,accudita dalle ancelle, alla lettura mistica di una mamma inginocchiata in adorazione. La consacrazione di questo “rito” è partita dal Natale del 1223 con la composizione della Natività ideata da San Francesco d’Assisi nel bosco di Greccio. Da allora ogni epoca ha interpretato la scena dei tre protagonisti di Betlemme. La Pinacoteca già l’anno scorso, con il supporto dell’allestimento di Ugo Li Puma, realizzò una mostra sul presepe napoletano che raggiunse un ottimo successo di pubblico e critica. Nel 2014, il Presidente, Fiorenzo Alfieri vuole raddoppiare offrendo al visitatore l’onore di ammirare le realizzazioni dalla prestigiosa bottega artigiana dei maestri Ferrigno di via San Gregorio Armeno a Napoli.

Una buona collaborazione con la cultura partenopea, iniziata l’anno scorso con la

Foto di Antonio Chiarenza
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presenza di un laboratorio aperto al pubblico. Nelle sale della Pinacoteca ci saranno le opere di Colonia, città d’eccellenza nei presepi, armonizzate con le opere di artisti contemporanei. Il percorso è stato realizzato, da Ugo Li Puma, promuovendo le opere già presenti nei due musei. Modi e linguaggi più diversi raccolti e stimolati da un design sobrio e moderno. Rifiutare i canoni classici per far emergere nella pittura, nei disegni, nelle sculture e nei lavori di arte applicata il vero “fuoco” del racconto.

La Natività declinata in napoletano fino all’adagio devozionale del classicismo. Infine ecco spuntare la parte più accattivante dell’allestimento firmato Li Puma; la libertà senza limiti di reinterpretare il messaggio

Foto di Antonio Chiarenza
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della nascita del bambino di Betlemme. Stuzzicante, spiazzante ed energico il racconto contemporaneo della Natività. Li Puma con il suo eclettismo ci vuole portare a due considerazioni. Il primo luogo la grande importanza nell’occidente della Natività ed in seconda battuta la svolta dei linguaggi dell’arte contemporanea. Cercare un dialogo diretto e sincero con il pubblico è l’insegnamento dell’attività versatile del designer piemontese nelle stanze della Pinacoteca.

Un virtuosismo di comunicazione e di arte promosso da Fiorenzo Alfiere: “ Ugo è il re del cartone. Un personaggio di grande qualità che abbraccia con finezza le opere. Il garbo artistico dimostrato dall’essenziale”. Li Puma all’ingresso della mostra curata da Guido Curto e Enrica Pagella lascia un opera artistica di sconvolgente lettura. Un impatto tutto naturalistico, con un fossile di Varigotti interpretato come una grotta arricchita da solo tre

Foto di Antonio Chiarenza
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rami di ulivo. Una rappresentazione della Sacra Famiglia. Questa è la semplicità disarmante di Ugo Li Puma. Nell’allestimento, il designer adotta un modulo con cartone e luci LED di particolare originalità. Un gioco di tridimensionalità delle opere, di luce e atmosfera di levigature del cartone. Le onde sinuose del materiale situato tra sacro e profano. Un allestimento semplice, originale e dinamico del costo di 130.000 euro. Fortunatamente per le casse pubbliche e dell’Accademia non hanno speso nulla, un modello tutto torinese di come fare arte senza impattare sulle casse sempre più vuote dello stato.

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