RIVARA – Consiglio comunale intenso a Rivara, l’altro ieri, con diciotto punti all’ordine del giorno, consistenti, per la maggior parte, in mozioni presentate dal gruppo di opposizione Uniti per Rivara.

rivara-consiglio Al centro la questione rifiuti che è stata sottolineata dalla minoranza che ha indossato le magliette con la scritta “io mi indifferenzio”, e ha portato in aula prima un bidoncino dei rifiuti e successivamente un secchio pieno di acqua sporca. Un gesto, che il gruppo di maggioranza non ha gradito, per simboleggiare lo stato d’animo dei cittadini, sostenuto dall’illustrazione della mozione ed interrogazione relative ai rifiuti, illustrate da Lorenzo Terrando, capogruppo di minoranza.

rivara-1«Vorrei premettere che la maglietta che indossano i consiglieri comunali, – ha affermato Terrando – non a caso di colore nero perché ci sono ben poche ragioni per stare allegri, dopo che la cittadinanza ha ricevuto la rata in aumento della TARI, reca una scritta che diverrà più chiara durante l’illustrazione della mozione; come minoranza abbiamo ritenuto di portare, simbolicamente, anche un piccolo bidone, onde dare voce ai tanti cittadini esacerbati. I costi del servizio raccolta rifiuti, con l’ultimo aumento di 65.639,85€ , già pagato senza fiatare mentre ad esempio il vicino Comune di Busano ha quantomeno chiesto spiegazioni ed è in attesa, ha fatto veramente montare la protesta dei suoi concittadini, e non solo di quel 40% che rappresentiamo noi, Uniti per Rivara, ma anche diquel 60% che Lei ha sempre usato per farsi forte nel suo portare avanti decisioni anche discutibili.

rivara-2La media dei costi della raccolta nell’intera provincia di Torino è pari a 258 euro a tonnellata. Secondo i documenti che questa amministrazione ha fornito il costo a carico dei rivaresi è pari 753 euro a tonnellata. Di fronte a questi dati Lei, sempre ad un settimanale locale, ha dichiarato che i dati “non trovano alcun riscontro in bolle di trasporto e pesature. I dati comunali di produzione di rifiuti per le aree a raccolta stradale non sono attendibili in quanto il consorzio non li ha mai pesati”.

Ma caro Signor Sindaco, allora Lei sta affermando che paghiamo bollette care e salate in base di dati non attendibili? Quali sono i criteri che sono stati seguiti per calcolare il costo addebitato a Rivara? Si rende conto che è sulla base di questi criteri non attendibili che i suoi concittadini tirano fuori dalle proprie tasche soldi che sono invece reali?»

Il Sindaco Gianluca Quarelli ha sottolineato che l’amministrazione sta lavorando per uniformare le banche dati TARI tra i vari Comuni, allo scopo di poter attribuire in modo più veritiero possibile i costi del servizio oggi definiti dal Piano come “indivisibili” alle utenze reali.

«Il problema relativo alla valutazione del quantitativo di rifiuti prodotto dai singoli Comuni – ha replicato il primo cittadino – non si limita a Rivara ma coinvolge tutti i territori serviti dall’ex consorzio ASA con l’esclusione delle città di Rivarolo, Castellamonte e Cuorgnè. Questo perché essendo gli itinerari di raccolta organizzati su aree sovracomunali non sono mai state eseguite pesature né tantomeno esistono bolle di trasporto chiaramente attribuibili ai singoli Comuni. Inutile dire che la gravità del problema è emersa solo in seguito al collasso del consorzio e che a tutt’oggi non è chiaro in che modo venissero valutati e suddivisi i quantitativi di rifiuto indifferenziato da parte di ASA. Il dato di 580 tonnellate è stato stimato dal CCA sulla base dei dati di conferimento di tutto il bacino e della popolazione residente. Al fine di risolvere tale criticità il sottoscritto e gli altri membri del tavolo tecnico del CCA hanno richiesto al gestore del servizio (Teknoservice) di effettuare una serie di pesature campione relative ai vari territori comunali in modo da avere dati chiari ed univoci da utilizzare per il prossimo piano finanziario. Al momento sono già state effettuate tre pesature e ne è in programma una quarta, in modo da avere dati riferibili ai vari periodi dell’anno, variando come è noto il regime di produzione dei rifiuti a seconda della stagionalità.

Le pesate – ha concluso Quarelli – evidenziano in particolare una sensibile riduzione della produzione di rifiuti indifferenziati in seguito al passaggio al regime di raccolta “porta a porta”, consentendo di immaginare per il prossimo anno una cospicua riduzione dei costi di smaltimento.»

 GUARDA IL VIDEO

 

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here