martedì 11 Maggio 2021

FINO AL 01/02/2015 CARAGLIO – “LES SENTIERS BATTUS SONT PLEINS DE FICTIONS ENDORMIE”

EVENTI CARAGLIO (CN) – “LES SENTIERS BATTUS SONT PLEINS DE FICTIONS ENDORMIE” 30 novembre 2014 – 1 febbraio 2015, Filatoio di Caraglio, CN – Inaugurazione sabato 29 novembre ore 15

Cos’è un confine? Come lo si rappresenta? Come si costruiscono, e si raccontano, la Storia e le storie delle aree di confine? Queste e altre domande hanno accompagnato il percorso di ricerca e di esplorazione di otto giovani artisti, residenti in Italia e in Francia, chiamati a reinterpretare il territorio transfrontaliero: Franco Ariaudo, Giorgio Cugno, Irene Dionisio, Luca Giacosa, Daniella Isamit Morales, Stephen Loye, Matthieu Montchamp, Cosimo Veneziano.

La mostra finale di questo percorso, dal titolo Les sentiers battus sont pleins de fictions endormies / I sentieri battuti sono pieni di visioni addormentate, è l’ultima tappa di un’esperienza di formazione e residenza svolta nell’arco temporale di oltre un anno, tra Italia e Francia, sotto la direzione artistica del collettivo di curatrici a.titolo nell’ambito del progetto Acteurs transculturels / Creatività giovanile: linguaggi a confronto, condotto dalla Regione Piemonte in partenariato con il Conseil Général des Alpes de Haute-Provence, il Conseil Général des Hautes-Alpes e l’Associazione Culturale Marcovaldo di Caraglio.

Accompagnati da due tutor d’eccezione – Luca Vitone e Saâdane Afif – gli artisti hanno ideato progetti e opere che, osservando da inediti punti di vista luoghi, eventi e geografie, interrogano le categorie della Storia e della memoria, i concetti di identità e tradizione, i cliché legati alla descrizione e alla rappresentazione dell’ambiente alpino, dando vita a un insieme di visioni originali sul territorio, sulle sue aperture e sulle sue contraddizioni.

Un viaggio misterioso e irreale nel sottosuolo dove l’acqua si trasforma in energia, un paesaggio attraversato e ricreato a memoria, un giardino in una stanza che emerge dalla notte dei tempi, i profili severi di un forte che ha atteso invano la guerra: queste sono solo alcune delle suggestioni che, attraverso i linguaggi dell’installazione, del cinema, della fotografia e della pittura, la mostra propone al Filatoio di Caraglio dal 29 novembre 2014 al 1 febbraio 2015, dopo la presentazione nei mesi estivi al Castello di Montmaur, a pochi chilometri da Gap.

Il percorso di residenza e formazione che ha coinvolto gli otto artisti selezionati, ha visto lo svolgimento d’incontri e sopralluoghi nelle valli cuneesi e in diverse località delle Alte Alpi e dell’Alta Provenza – dai dintorni di Gap e Digne alle Gorges du Verdon – in relazione con istituzioni culturali, musei, ecomusei ed altri attori del territorio. In questo contesto le curatrici di a.titolo hanno invitato in qualità di tutor nell’ambito di due workshop, l’artista italiano Luca Vitone (Genova, 1964) e il francese Saâdane Afif, entrambi noti e attivi in ambito internazionale. Intrecciando tradizioni popolari, riflessioni politiche e analisi del territorio, Vitone affronta temi legati alla memoria individuale e collettiva, al rapporto tra luogo, comunità e produzione culturale, mentre Afif indaga i concetti di traduzione, autorialità, interdisciplinarietà, collaborazione e produzione.

Finanziato dall’Unione Europea – Fondo Europeo di Sviluppo Regionale nell’ambito del Programma Alcotra 2007–2013 “Insieme oltre i confini”, il progetto “Acteurs transculturels / Creatività giovanile: linguaggi a confronto” promuove, in un più ampio quadro disciplinare che vede coinvolte, oltre alle arti visive anche la letteratura, il teatro e la musica, un’idea di formazione artistica che individua nell’incontro e nel mutuo scambio di visioni e competenze uno strumento per accorciare le distanze culturali e geopolitiche che caratterizzano i territori di frontiera dell’arco alpino.

Tale obiettivo si coniuga al tempo stesso con la volontà di arricchire gli strumenti professionali a disposizione degli artisti e di accrescerne le opportunità di confronto con differenti retaggi culturali e sociali, nella convinzione che l’arte costituisca un versatile strumento per valorizzare e rileggere in chiave contemporanea i patrimoni locali, siano essi materiali o immateriali. Il titolo della mostra, ideato durante il workshop con Saâdane Afif, riflettendo sul rapporto tra realtà e rappresentazione, suggerisce infatti come a ogni nuovo sguardo sulla realtà, anche lungo percorsi già esplorati, possa corrispondere una scoperta, e la possibilità di veder nascere nuove narrazioni.

La mostra, curata da a.titolo, racconta  il percorso di ricerca e di esplorazione di otto giovani artisti, residenti in Italia e in Francia, chiamati a reinterpretare il territorio transfrontaliero: Franco Ariaudo, Giorgio Cugno, Irene Dionisio, Luca Giacosa, Daniella Isamit Morales, Stephen Loye, Matthieu Montchamp, Cosimo Veneziano. Accompagnati da due tutor d’eccezione – Luca Vitone e Saâdane Afif  – gli artisti hanno ideato progetti e opere che, osservando da inediti punti di vista luoghi, eventi e geografie, interrogano le categorie della Storia e della memoria, i concetti di identità e tradizione, i cliché legati alla descrizione e alla rappresentazione dell’ambiente alpino, dando vita a un insieme di visioni originali sul territorio, sulle sue aperture e sulle sue contraddizioni.

 

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