mercoledì 12 Maggio 2021
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TORINO – ISTITUTO CREDITO OMETTE MOVIMENTI 10MLN DI €

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TORINO – A seguito dei serrati controlli antiriciclaggio effettuati dal Nucleo Polizia Tributaria di Torino, 3 funzionari e 2 impiegati di un noto istituto di credito, con filiale nei pressi del centro del capoluogo piemontese, sono stati segnalati al Ministero dell’Economia e delle Finanze ed alla Banca d’Italia per non aver adempiuto agli obblighi antiriciclaggio, nell’ambito di un’operazione finanziaria da 10.000.000 di euro.

Gli accertamenti, condotti dalla Fiamme Gialle a seguito degli sviluppi di una complessa indagine di polizia economico finanziaria nei confronti di alcuni imprenditori operanti nel settore immobiliare, hanno consentito di accertare come i proventi di un’articolata frode fiscale dagli stessi architettata, connessa alla compravendita di un complesso di fabbricati e quantificata in circa € 10.000.000, fossero transitati su un conto corrente bancario, appositamente acceso e gestito da un affermato consulente tributario. A quest’ultimo, gli autori della frode avevano affidato precisi incarichi per la gestione del denaro, così da essere successivamente riciclato e reimpiegato nelle proprie attività economiche, anche attraverso l’esecuzione di operazioni con una società collocata in un “paradiso fiscale”.

Tali movimentazioni non sono state adeguatamente valutate e verificate nel loro complesso da parte dell’istituto bancario, alla luce degli obblighi antiriciclaggio di cui al Decreto Legislativo 21 novembre 2007, n. 231. La peculiare normativa, infatti, prevede che gli Istituti di credito costituiscano un primo baluardo a tutela dell’integrità dei sistemi finanziari ed economici da forme di riciclaggio, essendo obbligati a collaborare con le Autorità, nell’individuazione di elementi sintomatici e/o anomali emergenti nel corso di un’operazione o nei flussi connessi ai rapporti finanziari. Qualora emergano elementi di sospetto circa il compimento di operazioni di riciclaggio, gli intermediari finanziari sono obbligati ad inoltrare un’apposita segnalazione all’Unità d’Informazione Finanziaria (U.I.F) della Banca d’Italia.

Nel caso di specie, gli accertamenti hanno messo in luce come i funzionari e gli impiegati bancari non abbiano deliberatamente adempiuto a tali obblighi, nonostante fossero oggettivamente evidenti elementi di anomalia nell’intera operazione finanziaria.

Tale omissione non ha consentito, da parte degli Organi deputati ai controlli (Banca d’Italia e Guardia di Finanza), le immediate investigazioni valutarie, che avrebbero permesso una celere individuazione dell’operazione e la ricostruzione dell’intera vicenda illecita. In relazione a quanto emerso, i funzionari e gli impiegati responsabili sono stati segnalati al Ministero dell’Economia e delle Finanze ed alla Banca d’Italia per la mancata segnalazione della transazione, violazione che, nei casi più gravi, prevede, oltre all’applicazione della sanzione amministrativa pari al 40% del valore dell’operazione non segnalata, anche la pubblicazione per estratto del provvedimento sanzionatorio su almeno due quotidiani a diffusione nazionale, di cui uno economico.

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