domenica 9 Maggio 2021

FAVRIA -Minoranza: “Accesso agli atti”; Sindaco: “No”

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FAVRIA – Il Dipartimento della Funzione Pubblica della Presidenza del Consiglio dei Ministri, ha invitato l’Amministrazione Ferrino, a valutare il suo diniego di accesso agli atti.

Ma andiamo per ordine.

Il Gruppo di Opposizione ha richiesto in forma scritta, ai primi di agosto, un accesso agli atti con il rilascio delle copie dei mandati e degli impegni per ordine di competenza, relativi al periodo che va dal 1 gennaio al 31 luglio 2014.

Il Sindaco Serafino Ferrino ha risposto alla richiesta, sempre in forma scritta, con un diniego, rimarcando che “come supportato da sentenze del Consiglio di Stato, le richieste dei Consiglieri Comunali devono essere contenute entro i limiti della proporzionalità e della ragionevolezza”.

A questo punto, il Gruppo Vivere Favria, guidato da Lucia Valente, ha formulato un esposto alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, sottolineando che “il diniego di accesso agli atti impedisce in questo modo ai Consiglieri di minoranza di esercitare le proprie funzioni di verifica e controllo. Peraltro – prosegue la Minoranza – la documentazione richiesta riguarda atti amministrativi che fanno normalmente parte di qualsiasi ente pubblico e che sono già in possesso e nella disponibilità dell’Amministrazione; inoltre tali stampe sono facilmente ottenibili tramite il programma informatico in possesso dalla pubblica amministrazione senza causare perdita di tempo agli uffici.”

Ed ecco che, ad un mese di distanza, è giunta la risposta del Dipartimento, il quale, ha confermato il diritto di accesso e di informazione dei consiglieri comunali, “al fine di permettere con piena cognizione la correttezza e l’efficacia dell’operato dell’Amministrazione”. Accesso agli atti che però deve avvenire in “modo da comportare il minor aggravio possibile per gli uffici comunali ”senza creare una “paralisi dell’attività amministrativa”, e pertanto invita l’Amministrazione “a valutare se la relativa onerosità delle modalità operative ipotizzate dal Consigliere non possa, comunque, garantire, in un ottica costruttiva di collaborazione, il normale svolgimento della dialettica consiliare”.

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