CUNEO – Il cadavere sepolto nella sabbia lungo il fiume Gesso a Borgo San Dalmazzo è di Salvatore Germanò ‘ndranghetista, ex collaboratore di giustizia espulso dal programma di protezione dopo una condanna per usura.

carab-mitraA confessarne l’omicidio ai Carabinieri è stato Pantaleone Parlato, 53 anni, carabiniere in pensione dal novembre 2013, fermato mercoledì scorso dai suoi ex colleghi mentre con un complice, non coinvolto nell’omicidio e nell’occultamento del cadavere, stava per mettere a segno una rapina a Fossano.

Lo hanno fatto inginocchiare e poi gli hanno sparato alla testa. Una vera e propria esecuzione.

Sono stati Parlato e Piergiorgio Alessandro Mandrile, 43 anni, geometra, entrambi residenti a Borgo San Dalmazzo, dove la vittima si era stabilito con la sua famiglia. L’omicidio è stato orchestrato con la complicità di Vittorio Ierinò, un pregiudicato di 55 anni con precedenti per associazione mafiosa e reati connessi all’utilizzo di armi.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, Parlato e Mandrile dovevano una grossa somma di denaro a Germanò, che evidentemente non aveva mai messo fine alla sua attività illecita di usuraio.

I carabinieri erano al corrente dei rapporti tra l’uomo scomparso e Parlato, che di fronte al suo ex comandante, nella sua ex caserma, ha vuotato il sacco. “Lo abbiamo ucciso, andate a cercare il cadavere lungo il fiume”, è stata la sua confessione.

Sono state intanto estese a tutta l’Italia, e alla vicina Francia, le ricerche Ierinò.

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