[label style=”important”]Ascolta l’articolo[/label][audiotube id=”z2P04a7r8BQ” tiny=”yes”]

TORINO – La futura Città Metropolitana di Torino coinvolgerà i 315 Comuni di cui sarà composta sulla base della pari dignità.

citta-metropolitaneE accanto al Consiglio metropolitano metterà in campo altri organi di rappresentanza per aree omogenee, come la Valsusa, il pinerolese, o l’eporediese, con l’obiettivo di

far contare anche i Comuni più piccoli e periferici. Lo ha detto il futuro sindaco metropolitano Piero Fassino, sindaco di Torino e presidente dell’Anci, intervenuto questa mattina all’assemblea di tutti i sindaci dell’area metropolitana, convocata in vista dei futuri adempimenti.

“Costruiremo una città metropolitana in cui i 315 Comuni del territorio della Provincia di Torino – ha detto Fassino – lavoreranno sempre di più insieme, in uno sforzo per innalzare sempre più la qualità dello sviluppo, la dotazione dei servizi, le occasioni di lavoro del nostro territorio. Sarà una città di città – ha rimarcato – perché nessun Comune perde alcunché, ognuno mantiene i suoi poteri, le sue prerogative, le sue risorse, e la sua struttura. Coinvolgeremo tutti i Comuni – ha assicurato – sulla base della pari dignità. Abbiamo bisogno di lavorare insieme, costruendo insieme le soluzioni. E nello Statuto, accanto al Consiglio metropolitano che rappresenta tutto il territorio, dovremo prevedere anche degli organi di rappresentanza delle aree più esterne rispetto alla torinese in senso stretto, in modo che tutte le decisioni vengano prese coinvolgendo tutti”.

Città Metropolitana: Reschigna, Regione lavorerà con Comuni.

Anche la Regione Piemonte intende essere protagonista della riforma che porterà alla nascita della Città Metropolitana di Torino, collaborando strettamente con i Comuni per stabilire quali funzioni delegare al nuovo organismo. Lo ha sottolineato il vicepresidente della Regione e assessore

regionale agli Enti Locali Aldo Reschigna, intervenuto oggi all’assemblea dei Comuni della futura Città Metropolitana. “In un Piemonte dalle forti esperienze associative – ha detto Reschigna – la riforma Maccanti con la cancellazione delle Comunità Montane ci ha consegnato una Regione più debole e frammentata. Ma nella transizione che ci attende in vista della costituzione della Città Metropolitana di Torino, o i Comuni riusciranno a tornare fortemente protagonisti oppure dovremo affrontare un iter molto difficile. La Regione intende lavorare insieme ai Comuni strettamente, senza limitarsi al ruolo del notaio, ma neppure assumendo una parte autoritaria. Per la costituzione delle Unioni non useremo il pallottoliere, bensì due criteri imprescindibili: l’omogeneità dei territori e le loro relazioni”. “Cercheremo in ogni modo – ha sottolineato – di evitare che la Regione e la futura Città Metropolitana si trovino a dover esercitare competenze spacchettate. Dovremo sottoporre a revisione critica l’esperienza del decentramento amministrativo della Regione. Insieme ai Comuni cercheremo di capire quali ulteriori competenze delegare alla Città Metropolitana, facendo in modo che ciascun organismo possa gestire competenze il più possibile autonome”.

1 COMMENTO

  1. Purtroppo in Italia si stanno partorendo delle metropoli che non sono città (sia pure multi-municipali), ma nella sostanza “province”. Quartieri centrali e realtà periurbane della cintura metropolitana insieme a parchi naturali, all’alta montagna, a zone schiettamente rurali. Incredibile distorsione ontologica della grande città.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here