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CANAVESE – La crisi ha ridotto gli acquisti di farmaci tra le fasce più deboli e medie con danni alla salute: è per contrastare il fenomeno

medicineche Banco Farmaceutico, Provincia di Torino, Federfarma, Ordine dei Farmacisti, Anpas e le Asl To3, To4 e To5 hanno firmato un accordo per il recupero dei farmaci non scaduti. Da settembre cittadini, farmacisti, Asl ed enti vari potranno raccogliere i farmaci ancora validi presso le farmacie che aderiranno all’iniziativa. Una rete di esperti ne monitorerà il riuso. “Questo progetto è importante perchè coinvolge farmacisti e cittadini in un percorso nuovo di consapevolezza riguardo al costo dei farmaci e all’aumento di quello che chiamiamo la povertà sanitaria”, hanno detto sia Mario Giaccone, presidente dell’Ordine dei Farmacisti di Torino, sia l’assessore provinciale alla politiche attive di cittadinanza, Mariagiuseppina Puglisi, Giaccone ha anche parlato del progetto di legge regionale in materia di recupero di farmaci non scaduti presentato in Regione negli anni scorsi. “Sarebbe importante – ha aggiunto – venisse discussa e approvata per regolarizzare una materia molto più complessa e importante di quanto si possa pensare. Ogni farmaco così recuperato va monitorato dal momento in cui viene donato a quando finisce al paziente passando attraverso ospedali, Asl ed enti che li consegnano all’utente finale”: “Tutti i medicinali da ricetta, come quelli tumorali e tanti altri – ha aggiunto Clara Cairola, presidente del Banco Farmaceutico – vanno dispensati al paziente da un medico. La tracciabilità di questi farmaci è un dovere assoluto per noi, aspetto questo che ha anche interessato gli addetti al lavori della Unione Europea che ci hanno chiesto dettagli dell’iniziativa”.

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