EVENTI TORINO – Giovedì 26 giugno 2014, ore 18:30 – Libreria Borgo San Paolo, Riccardo Gavioso presenterà “Numeri a perdere”.

Riccardo Gavioso, premiato dal web per il miglior blog giornalistico “La penna che graffia”, arriva in libreria con la sua opera prima, Numeri a perdere. Il libro, che unisce racconti e articoli giornalistici a denunciare tematiche altamente scottanti, verrà presentato per la prima volta giovedì 26 giugno alle ore 18:30 presso la libreria Borgo San Paolo, Torino. Ad intervistare l’autore interverranno Fabio Dessole, responsabile editoriale della casa editrice Arpeggio Libero, e Sergio Martin, noto organizzatore di eventi per personaggi del calibro di De Andrè, Paolo Conte, il premio nobel Dario Fo.

Riportare a galla orrori sconosciuti o troppo presto dimenticati: ecco lo scopo del libro Numeri a perdere, un libro che ricorre alla duplice lama della narrativa e del giornalismo, entrambi campi in cui Gavioso ha raggiunto notevoli riconoscimenti. Premiato come miglior blog giornalistico per “La penna che graffia”, che ha raggiunto oltre 700.000 persone in due anni, ha collaborato con La Stampa e Repubblica; finalista al Premio Internazionale “Il Prione” di La Spezia con il racconto Propensione per le tempeste, contenuto ora in Numeri a perdere.

“Con Riccardo Gavioso abbiamo inaugurato la nuova collana Hybrida” afferma Fabio Dessole, responsabile editoriale delle edizioni Arpeggio Libero “Affiancare articoli giornalistici a racconti è un’idea innovativa. La penna di Riccardo Gavioso è incredibilmente efficace nello stigmatizzare con incisività alcuni degli orrori dimenticati del nostro tempo”.

Lo scrittore è stato conosciuto dalla casa editrice sul sito di self publishing meetale.com, e ha già collaborato alle due raccolte “3013 per un bacio abbandonato” e “Piccoli racconti plausibili”.

In Numeri a Perdere la penna di Riccardo Gavioso torna a graffiare: le tragedie del Ruanda, le Filippine, della Terra dei Fuochi, le scuole italiane, la morte di Fisher. Storie di grandi e piccoli eventi, che hanno o avrebbero dovuto cambiare il nostro tempo, descritti da una penna arguta negli articoli giornalistici e vissute in prima persona nei racconti.

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