mercoledì 19 Gennaio 2022
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Autodromo di Lombardore: Stop alle gare libere

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LOMBARDORE – Niente più gare libere all’Autodromo di Lombardore.

A fronte del pagamento di una cifra contenuta, nell’ordine dei 15/18 euro si poteva entrare in circuito con la propria macchina o con la propria moto compiendo giri veloci in tutta sicurezza. Almeno per ora, invece non si potrà più. La causa è una sentenza che ne limita, in modo generico, le attività all’interno.

Alla base della sentenza un problema annoso: il rumore. Lo sforamento dei limiti acustici già in passato aveva portato a numerose contromisure. Riduzione degli orari di apertura, tassativa applicazione di silenziatori alle moto ed alle macchine. A lamentarsi i proprietari di 4 case poste proprio al confine con i terreni del circuito.

L’Autodromo è l’unico esistente nell’area che comprende Piemonte, la Liguria e la Valle d’Aosta. . “Noi – afferma Mino Potenza, uno dei titolari del circuito – siamo esterrefatti. Non ci aspettavamo una sentenza di questo tipo, anche in funzione delle tante iniziative che avevamo avviato per il contenimento della rumorosità ed anche per la promozione di una fruizione diversa del circuito, come per esempio le mostre scambio. Bisogna rendersi conto che i circuiti come il nostro, nel quale si svolgono anche corsi di guida, assolvono una funzione di pubblica utilità. E proprio lavorando in questa direzione stiamo pensando ad una ristrutturazione aziendale per trovare una parola diversa da “fine”. Non ci si può limitare a chiudere una attività, aperta lecitamente e con tutte le autorizzazioni, in base a tecnicismi senza chiedersi veramente che cosa voglia dire per gli appassionati e per il territorio. Lo ritengo un sopruso. Si parla dei diritti delle persone che subiscono il fastidio del rumore ma dei diritti di chi ha la passione per i motori nel sangue non si parla mai. Non è giusto. Sono davvero 4 contro mille. Proprio per questo stiamo valutando di organizzare delle manifestazioni per far sentire la nostra voce. Non possiamo lasciare – conclude – che lo sconfinamento del rumore di 3 decibel in un giardino, perché di questo si parla, cancelli una realtà come la nostra, unica in tre regioni e dedicata a tutti gli appassionati”.

La chiusura rappresenta un pericolo: gli appassionati non rinunceranno alla velocità, trasferendo le loro prodezze dalla pista alla strada.

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