mercoledì 21 Aprile 2021

Spazio ai lettori – Langhe e Roero nel blasone dell’Unesco di Marita Ronzani

La storia, i più accorti lo sanno, la fanno l’economia e gli uomini. Le date e gli avvenimenti sono effetti complementari. Per questo un plauso sincero va a quegli amministratori locali, pubblici e privati, che hanno pazientemente lavorato nella promozione e valorizzazione di un territorio ricco di risorse e di richiami enogastronomici per poi poterlo candidare nella lista dei beni riconoscibili come patrimonio dell’umanità e unici al mondo da parte dell’Unesco per l’anno 2014.
Un territorio perimetrato su 10mila ettari, racchiuso tra Langhe, Roero e Monferrato, dove attorno a 29 Comuni si estende un vero e proprio distretto del vino e di realtà vitivinicole, quali cantine, vigneti e prodotti derivati. Una zona ricca di un patrimonio di tradizioni contadine e di stimoli costruttivi verso un turismo di nicchia, ma nello stesso tempo anche di massa.

Già da oggi qualche rivincita appartiene all’agricoltura e alla terra

Sono stati dieci lunghi anni di lavoro, di informazione e di promozione per arrivare a questo punto, anni portati avanti e gestiti dall’Associazione del patrimonio dei paesaggi vitivinicoli appunto di Langhe, Roero e Monferrato, costituitasi nel 2010 tra la Regione Piemonte e le province di Asti, Alessandria e Cuneo per sostenere la candidatura dell’area. Una estensione che genera i tre quarti della produzione vinicola piemontese e che esporta circa il 70% di quest’ultima.
Ecco chi sono alcuni tra i premiati della nomination all’Unesco: Langhe del Barolo, Colline del Barbaresco, Canelli e l’Asti spumante, Nizza Monferrato e la Barbera, il Castello di Grinzane Cavour e il Monferrato degli infernot (cantine particolari ricavate nella roccia).
Insomma, questa richiesta di ulteriore eccellenza è oltremodo meritata e sudata, poiché da una agricoltura funzionale, ricca di tradizioni e di storia non nascono solo prodotti meritevoli di riconoscimento, ma si fa in modo che siano generati anche percorsi nuovi di turismo e di cultura all’interno di un progetto di riconoscibilità riconosciuta.

Marita Ronzani

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