IVREA – Nei giorni scorsi sono stati diffusi i dati relativi all’inquinamento atmosferico nei centri piemontesi dove sono in funzione le centraline di rilevamento installate ormai da molti anni dalla Provincia di Torino.

ivrea-municipioI dati sintetici negli anni dal 2010 al 2013, della stazione di rilevamento di Ivrea, posizionata in viale della Liberazione, confermano una situazione che fondamentalmente risulta stabile negli anni, peraltro non dissimile da altri centri del Piemonte e, più in generale, della pianura padana.

È verosimile che sia soprattutto il clima a generare le variazioni dei dati negli anni : più frequente è l’alta pressione e più basse le temperature, più numerosi sono gli sforamenti annuali del principale fattore di pericolosità, cioè il particolato sospeso (polveri sottili) noto come PM10.

«Ricordiamo – afferma il Circolo Legambiente Dora Baltea – che questo inquinante è costituito dall’insieme di tutto il materiale non gassoso in sospensione nell’aria e che ha diverse origini. Nelle aree urbane, comunque, contribuiscono soprattutto l’usura dell’asfalto, dei pneumatici, dei freni, delle frizioni e le emissioni degli autoveicoli, in particolare quelli diesel. Ricordiamo anche che gli studi epidemiologici hanno mostrato una correlazione tra PM10 e le malattie croniche respiratorie (asma, bronchiti, enfisemi).»

Legambiente sottolinea che i dati di Ivrea sono preoccupanti, in particolare se si evidenzia che la stazione di rilevamento si trova in una posizione non certo adatta ad evidenziare la situazione reale. Nel 2006, infatti, la stazione fu trasferita da piazza Balla al quartiere di San Grato perché rilevava troppi sforamenti, che avrebbero costretto l’amministrazione ad adottare misure restrittive del traffico, tipo targhe alterne o blocchi totali.

«Il problema vero, a Ivrea, – prosegue – è che poco o niente si è fatto negli anni per migliorare la qualità dell’aria incentivando la mobilità alternativa all’utilizzo dell’auto privata. Nonostante le tante promesse, non è mai stato elaborato un piano che individuasse interventi sui percorsi pedonali, sulle piste ciclabili, sul trasporto pubblico. E tanto meno è stato dato seguito a quanto approvato nella mozione di maggioranza del Consiglio Comunale dell’autunno scorso, in occasione della discussione sul pirogassificatore di Borgofranco, che impegnava il Comune alla mappatura di tutte le fonti emissive. L’unico intervento significativo, in tema di mobilità sostenibile, è stato il ponte passerella, mentre il centro storico pedonalizzato ha gli stessi confini dal lontano 1985, i progetti di piste ciclabili sono rimasti nei cassetti dell’Ufficio Tecnico, sul trasporto pubblico ci sono stati tagli.

Il nostro Circolo Legambiente si è occupato di questi temi ormai da molti decenni, e purtroppo dobbiamo riconoscere che su questo aspetto abbiamo avuto forse le maggiori difficoltà ad ottenere dei risultati tangibili e concreti. Vorremmo tanto poterci ricredere – conclude – vedendo l’amministrazione di Ivrea che elabori finalmente il tanto atteso e promesso piano di mobilità sostenibile e realizzi la mappatura delle fonti emissive.»

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