VALLI – Le terre alte si scagliano contro la Rai per un canone dovuto comunque, a fronte di un servizio mancante.

rai«È da circa vent’anni che la Rai si vede nelle Valli Orco e Soana, ma questo grazie ai ripetitori installati dalla Comunità montana e alle manutenzioni predisposte dall’ente ogni anno. –  Afferma Silvio Varetto, Sindaco di Alpette e Presidente dell’Unione montana Gran Paradiso – Qualche aiuto regionale è anche arrivato, ma da ‘mamma Rai’ tutto tace, eccetto l’invio puntuale del bollettino per il pagamento del canone. L’avvento delle parabole ha con il tempo mitigato la rabbia dei montanari ma va da sé che il palinsesto è orientato verso trasmissioni che troppo poco spesso parlano di montagna. E pensare che il nostro Paese è per oltre il 50 per cento montano! Dopo la chiusura di Tgr Montagne, non esistono più format che trattano la vita e l’economia di montagna, mentre le trasmissioni inutili e stupide sono sempre tante… È questa la Rai che vogliamo?»

Gianni Castagneri, Consigliere Comunale a Balme, nelle Valli di Lanzo, non si tira indietro e racconta la sua esperienza: “Appena sposati, con mia moglie abbiamo installato un impianto satellitare, perché i ripetitori installati dalla Comunità Montana negli anni ’80 sembravano insufficienti a garantire il segnale. Non potendo però vedere il Tgr Piemonte, che sul satellite veniva e viene tuttora visualizzato una settimana ogni tanto, aggiunsi un’antenna classica che, sia pure con qualche ‘buco’, mi garantiva il servizio. Ho poi aggiunto anche Sky. Col passaggio al digitale terrestre, ho dovuto fare nuove modifiche, nuove spese, che mi hanno permesso di avere il Tg3 regionale. Ma qui sono sorti nuovi problemi. Evidentemente il segnale Rai (non gli altri, Mediaset e La7) riceve ora il segnale del digitale terrestre e molte volte, spesso giorni interi, non solo non si vede il Tgr, ma scompaiono completamente tutti i canali Rai. Questo accade anche a chi non ha Sky e a chi ha solo l’antenna analogica. Anche se il canone riguarda il possesso del Tv – prosegue Castagneri – ritengo che almeno nelle zone montane dovrebbe essere impiegato per una visualizzazione quantomeno delle reti che su questo canone sopravvivono e che si definiscono ‘servizio pubblico’. Aggiungo che, grazie alla fibra ottica è questo canone sopravvivono e che si definiscono ‘servizio pubblico’. Aggiungo che, grazie alla fibra ottica è ottima e veloce la navigazione internet, mentre esistono grossi problemi sui telefoni, specialmente a causa dei danni accaduti in seguito alle nevicate del 2008. Ci sono ancora da allora cavi Telecom provvisori appoggiati a terra e mai più risistemati e fili penzolanti in mezzo alle borgate. Qualcuno vorrà accorgersene!?».

Un’unica voce quella degli amministratori piemontesi, tra cui anche Roberto Colombero, sindaco di Canosio e presidente della Comunità montana Valli Grana e Maira (CN), Riccardo Lunardon, sindaco di Sordevolo (BI), Danilo Breusa, sindaco di Pomaretto, in Val Chisone (TO), presidente della Comunità montana Valli del Pinerolese Andrea Coucourde, eco Roberto Bergeretti, presidente dell’Unione montana Val Chisone, Fausto Mulattieri, primo cittadino di Pamparato (CN), che si unisce alla protesta lanciata dall’Uncem Piemonte relativo sia ai disservizi Rai che alla cancellazione dal palinsesto, del Tgr Montagne.

«Le parole degli Amministratori – sottolinea Lido Riba, Presidente Uncem Piemonte – dimostrano che il territorio montano ancora una volta chiede attenzione alle istituzioni e alle imprese pubbliche. Definire questa azione un tentativo di evasione è riduttivo, banale. Una considerazione urbanocentrica che speriamo sia poco contagiosa vista la stupidità. Gli Amministratori chiedono, accanto al monitoraggio del Corecom, l’intervento del Governo e dei Parlamentari piemontesi. La Rai deve garantire il servizio, così come Telecom ed Enel, già denunciate una volta dall’Uncem per interruzione di pubblico servizio dopo le nevicate del 2008/2009. Non vorremmo ripetere quell’azione legale, spinti da migliaia di sindaci e Amministratori. Ma serve – conclude Riba – un segnale, concreto, di vicinanza al territorio, abbandonato dal segnale tv e lontano dai palinsesti dopo la chiusura di Tgr Montagne. Si apra un tavolo tecnico-politico che affronti i problemi».