CUORGNÈ – Giovedì scorso, il Sindaco di Cuorgnè, Beppe Pezzetto, ha incontrato presso gli uffici di Presidenza della Provincia di Torino, il Presidente Antonio Saitta.

torino-(FILEminimizer)Oggetto dell’incontro avere una fotografia aggiornata sullo stato dell’arte relativo al progetto Città Metropolitana.

“Dopo una accelerazione sull’argomento avutasi verso la fine del Governo Monti, – afferma Pezzetto che, proprio in questa prima fase, era stato nominato referente per circa una quarantina di Comuni del Canavese – in cui sembrava che dovesse decidersi tutto nell’arco di poco tempo, noi Sindaci “periferici” non abbiamo più saputo nulla, mi sembrava doveroso fare il punto della situazione.Ad oggi si sa che dopo 20 giorni dall’approvazione della legge, vengono, istituiti 2 organismi : il comitato istitutivo della città metropolitana, di cui saranno componenti il Presidente della Provincia, il Sindaco di Torino, il Presidente della Regione, più un Sindaco eletto tra quelli della Provincia, e il Comitato Statutario, che avrà il compito di redigere lo Statuto”.

I tempi però sono stretti: la Provincia sarà operativa sino al 30 giugno, poi subentrerà un commissario, in questo caso il Sindaco di Torino Piero Fassino. Contestualmente, i Sindaci della Provincia avranno tempo sino al 30 settembre per deliberare in consiglio, la loro adesione o meno alla Città Metropolitana.

“Se un almeno un terzo dei Comuni o degli abitanti dei Comuni, non aderissero, – continua Pezzetto – questi non  faranno parte della città Metropolitana, ma verrà costituita una Provincia “snella”, questi in estrema sintesi gli scenari, che ovviamente da un punto di vista operativo creeranno in ogni caso delle complessità da gestire”.

Ma il timore di Pezzetto, è quello che in ogni caso, adesione o non alla Città Metropolitana, i Comuni più periferici, in questo caso il Canavese, subiranno una ulteriore marginalizzazione.

“Viviamo in uno scenario già di per se complesso, sicuramente ciò che si sta verificando anche in Regione, complicherà nel breve ancor più gli scenari, e questa é una considerazione oggettiva, non politica. Contestualmente alla trasformazione della Provincia, – conclude – a livello locale, gli amministratori faranno ancora più fatica ad individuare dei riferimenti certi, e noi non possiamo permetterci di perdere del tempo sulle tante situazioni delicate che abbiamo sul tavolo”.

Il primo cittadino di Cuorgnè intravede che ci saranno ulteriori problemi, se, entro il prossimo settembre le cose non saranno definite. E aggiunge:

“Pare che alcune delle deleghe della Provincia passeranno ai Comuni, ma non è chiaro se oltre alle responsabilità verranno cedute anche le opportune coperture finanziarie; ad esempio le Scuole: allo stato attuale gestite dalla Provincia, passerebbero ai Comuni, ma se passassero senza risorse, o con risorse insufficienti, potrebbero esserci seri problemi per il prossimo anno scolastico, e di questo bisogna parlare adesso.Forse avrebbero fatto meglio a chiudere le Regioni più che le Provincie”.