CANAVESE – Il lungo percorso stimolato dal Presidente di Confindustria Canavese, Fabrizio Gea, e dal Sindaco di Cuorgnè, Giuseppe Pezzetto, nel quale sono stati coinvolti, in maniera trasversale, tutti i diversi rappresentanti istituzionali del territorio, Parlamentari della scorsa e della presente legislatura, Regionali, Provinciali e Sindaci del territorio, è finalmente approdato in Parlamento.

Stefano Lepri
Stefano Lepri

Sono stati presentati nei giorni scorsi al Senato due emendamenti alla Legge di Stabilità, a firma di senatori PD, PDL, Scelta Civica, Lega Nord, SEL, che riguardano il Canavese.

Il primo è relativo al sostegno della sperimentazione della zona a burocrazia zero, il cui accordo sarà siglato a giorni tra Ministero dello Sviluppo economico e Regione Piemonte. Il secondo punta al suo riconoscimento quale area in situazione di crisi industriale complessa, meritevole quindi di programmi di riconversione e riqualificazione industriale, con particolare riguardo alla promozione di progetti di ricerca, sviluppo ed innovazione di rilevanza strategica, al rafforzamento della struttura produttiva e al riutilizzo di impianti produttivi.

Dopo aver superato un primo vaglio politico che ha selezionato gran parte degli emendamenti depositati, oggi la quinta Commissione Bilancio li ha dichiarati inammissibili per materia, visto che la legge di stabilità non può considerare materie di tipo localistico o ordinamentale.

“Abbiamo deciso – dichiarano il Senatore PD Stefano Lepri, primo firmatario, e l’onorevole PD Francesca Bonomo, che da tempo segue le proposte essendo stata coinvolta da Confindustria Canavese come Parlamentare del territorio – dopo aver sentito il vice Ministro Stefano Fassina, di ripresentare gli emendamenti nel prossimo decreto legge collegato alla Legge di Stabilità, che probabilmente verrà approvato dal Consiglio dei Ministri già nelle prossime settimane. Probabilmente è il “treno” giusto, visto che nei “collegati” trovano spazio anche proposte di tipo ordinamentale e territoriale. A meno che, come abbiamo suggerito, il Governo non li faccia già suoi nel testo del decreto. Ci impegneremo per provare a dare al territorio del Canavese queste nuove opportunità, definite con un ampio percorso di confronto tra Ministero, Regione, Provincia, Amministrazioni locali, organizzazioni di rappresentanza degli imprenditori, società civile”.