PIEMONTE – “Siamo soddisfatti di aver raggiunto l’obiettivo assegnato dall’Unione europea, ma questo di certo non basta, né ci permette di crogiolarci sugli allori.» È il commento dell’Assessore Regionale ai Trasporti, Barbara Bonino, circa il raggiungimento, anche se con due anni di ritardo, del Piemonte circa l’obiettivo posto dall’Unione Europea sul dimezzamento del numero di vittime incidentate dal 2001.

incidenti-stradali«I dati di incidentalità sono sensibilmente migliorabili – prosegue Bonino – questo non solo con un attento programma di manutenzione infrastrutturale che garantisca la messa in sicurezza di tutte le categorie di utenti della strada, ma anche con un profondo mutamento delle mentalità in tema di educazione stradale. Per questo motivo la Regione Piemonte continua a ritenere fondamentale la formazione dei giovani nelle scuole e la sensibilizzazione al corretto stile di guida con eventi in locali e discoteche. Le prossime manovre interesseranno con particolare attenzione anche il mondo dei ciclisti che, ad oggi, segna un drammatico punto in negativo nei dati in nostro possesso. Sulla Sicurezza delle persone non è mai possibile abbassare la guardia”.I

I morti per incidente stradale sono 284 con una riduzione dell’11% rispetto al 2011 (320). Nell’ultimo anno in Piemonte gli incidenti stradali sono stati 12.154 (-8,3% rispetto all’anno precedente), nei quali sono state coinvolte 27.704 persone (-8,5% rispetto al 2011).

Secondo l’analisi dei dati, il miglioramento è stato disomogeneo rispetto ai luoghi. Il numero di vittime si riduce maggiormente in ambito urbano, laddove la mortalità è già più contenuta (da 137 decessi nel 2011 a 110 nel 2012). In extraurbano, dove si registrano 174 dei complessivi 284 morti, i miglioramenti sono apprezzabili (soprattutto in termini di riduzione di incidenti e feriti) ma meno decisi di quanto riscontrato in ambito urbano.

Sulle strade statali e provinciali, nel 2012 si registrano, rispettivamente, 4,7 e 4,6 morti ogni 100 incidenti (il valore medio regionale è pari a 2,3). L’indice di lesività (feriti ogni 100 incidenti) è invece più elevato sulle autostrade (167, a fronte di una media piemontese di 144). A livello sub regionale, miglioramenti apprezzabili rispetto al 2011 si riscontrano in provincia di VCO, Alessandria e Novara, soprattutto dal punto di vista della riduzione dei morti, mentre in provincia di Cuneo e Biella si rilevano le maggiori diminuzioni di incidenti e feriti. Da segnalare, invece, un aumento dei morti in provincia di Torino (119 nel 2011 e 125 nel 2012, a fronte di una riduzione del 9% degli incidenti) e di Cuneo (48 decessi nel 2011 e 49 nel 2012, a fronte di una riduzione dei sinistri del 15%).

I ciclisti rappresentano l’unica categoria di utenti che registra un peggioramento nei valori di tutti gli indicatori di incidentalità: in particolare, i ciclisti morti sono 11 in più rispetto al 2011 (nel 2012 rappresentano il 9% del totale dei morti; di questi, più della metà sono anziani over 70). Un dato positivo è rappresentato dal netto calo dei decessi tra i pedoni (-32%), che passano dai 61 del 2011 ai 41 del 2012 (i pedoni che muoiono in incidente stradale sono il 14%; di questi, tre quarti sono anziani).
I motociclisti rappresentano il 22% del totale dei morti in Piemonte e sono la seconda categoria di utenti della strada più colpita dalla mortalità dopo gli occupanti delle autovetture.
Fra gli utenti che utilizzano l’automobile (10.916 incidenti con 19.941 persone coinvolte a bordo nel 2012), si rileva un lievissimo aumento della mortalità (sei casi in più) fra i conducenti, mentre i feriti si riducono complessivamente del 10%.