CASTELLAMONTE – Abbiamo ricevuto dal Gruppo Consiliare “Castellamonte che Cambia”, una serie di riflessioni sulla Mostra della Ceramica di Castellamonte, che pubblichiamo direttamente.

“Anche quest’anno la Mostra della Ceramica è ormai giunta al giro di boa ma per le strade non se accorge nessuno. Pochi sono i segnali ed i manifesti che l’evento più importante dell’anno è in svolgimento, poche le persone che si aggirano nei punti mostra, ma soprattutto nei portali web che propongono ai visitatori gli eventi più importanti della Regione, Castellamonte non viene quasi mai citata. Questo significa due cose: che avevamo ragione ad esprimere forti dubbi sui maghi della pubblicità ingaggiati fin dalla lontana Toscana e che la formula con la quale da alcuni anni viene organizzato l’evento è completamente da rivedere. Più volte abbiamo dato la nostra disponibilità ad una collaborazione che portasse ad un confronto serio e costruttivo ma non siamo mai stati ascoltati.

Quest’anno poi Sacco e Falletti hanno dimostrato una volta di più qual’è il grosso limite della loro Mostra. Guardando il catalogo 2013 non può non colpire come sia stata completamente “dimenticata” la produzione artistica castellamontese ed i suoi ceramisti. Probabilmente al curatore interessa vendere, tramite il catalogo, più i “suoi artisti” che i “nostri”. Il fatto che questo opuscolo venga realizzato e stampato con i soldi dei cittadini castellamontesi dovrebbe essere importante. Non si è trovato spazio per parlare delle pregiate stufe di Castellamonte, non si parla degli Artigiani e degli Artisti locali sistemati al 1° e 2° piano del Theatrum (che parolone), non si parla delle opere esposte a Casa Gallo, non si parla, chiaramente, di casa Allaira e della Fornace, quelli sono privati… anche se portano comunque anche loro visitatori a Castellamonte, sono state dedicate due sole paginette al Liceo Artistico, fiore all’occhiello della città.

Ma il fine ultimo della Mostra della Ceramica non dovrebbe essere proprio quello di portare visitatori a Castellamonte? Persone che nella loro visita fanno lavorare i bar, i ristoranti, gli artigiani. Persone che permettono all’abbinamento Castellamonte-Ceramica di creare quel brand, che i paesi vicini ci invidiano e che farebbero di tutto per soffiarci.

Certamente il catalogo è un costo che varia con il numero delle pagine ma non è detto che più pagine corrispondono ad un prodotto di maggior valore. E poi perché a farne le spese sono proprio coloro per i quali la Mostra della Ceramica, 53 edizioni fa, è stata pensata e realizzata.

Insomma paghiamo con i nostri soldi un curatore che da visibilità ai forestieri, un addetto stampa che ci fa andare sui giornali specializzati che nessuno legge. Viene quindi spontanea la domanda. Ma a chi serve la Mostra della Ceramica?”

Il gruppo consiliare
Castellamonte Che Cambia