CASTELLAMONTE – Nel pomeriggio di oggi, lunedì 5 agosto, si terrà a Castellamonte un’altra riunione tra Sindaci e Consorzio Canavesano Ambiente, relativamente al piano finanziario “Asa” che dovrà essere approvato da tutti i 51 Comuni, in modo che si possa concludere l’appalto definitivo del ramo rifiuti, e che TeknoService possa prendere servizio dal primo settembre.

Asa
Piero Grisolia durante il Consiglio Comunale di Favria

«Sui tabulati del piano finanziario – aveva precisato il vice Sindaco Giovanni Maddio, durante l’ultimo Consiglio Comunale tenutosi a Castellamonte – abbiamo riscontrato parecchie anomalie. Abbiamo allora contattato Paolo Foietta che, con il CdA del Cca, ha pensato a una rimodulazione delle tariffe, prendendo in considerazione il 2011, con una prima fase temporanea, fino a fine 2013, e una seconda fase, che si avvarrà di determinati criteri, uguali per tutti, a partire dal 2014. La raccolta degli ingombranti – ha concluso Maddio – è rimasta fuori dal Piano Finanziario. O si farà un accordo con l’azienda, o ciascun comune dovrà risolvere il problema da sè.»

E il caso “ingombranti” è stato il primo argomento di cui ha parlato Piero Grisolia, delegato Sindacale Fit Cisl, in apertura della seduta di Consiglio che si è tenuta a Favria la scorsa settimana.

«Mi sorge un dubbio – ha commentato – perché non è stato letto e visto prima sul bando che non erano contemplati questi servizi?»

Subito dopo ha sottolineato la possibilità che hanno i Comuni (per cui Favria ha optato) di cedere la bollettazione e l’incasso della tariffa all’azienda. «In questo modo saranno salvi circa una decina di posti di lavoro in più. Recentemente abbiamo avuto un incontro sindacale con la TeknoService e abbiamo proposto di adottare un part-time verticale, sacrificio che i lavoratori erano disposti a compiere in favore dei colleghi. Ma la proposta non è stata accettata. Altro scoglio doloroso è che l’azienda non vuole tenere coloro che hanno limitazioni fisiche, e questo ci fa parecchio arrabbiare, anche perché alcune limitazioni fisiche dei lavoratori Asa, sono proprio causate dal fatto che hanno lavorato.»

Altro punto di fuoco di Asa, è quello dei mancati pagamenti dei comuni a causa dell’irregolarità del Durc: «È una scusa. Il Commissario Ambrosini ha ben specificato che questa legge non si applica ad un’azienda commissariata. Stiamo lavorando allo stremo delle forze economiche, logistiche e in ambito di sicurezza. Siamo stufi.»

Ultima, ma non meno importante, la “spada di Damocle sulla testa del bando”: San Germano, l’azienda che in un primo momento si era aggiudicata la gara d’appalto, fino alla decisione del Tar Piemonte che ha di fatto ribaltato la situazione, ha tempo fino al 22 agosto per presentare ricorso, gesto che farebbe avvicinare sempre più Asa al fallimento.