PiemonteTORINO – In Piemonte sono oltre 805 Milioni di euro le risorse del Fondo Sociale europeo già impegnate a maggio 2013, pari a circa il 80% del totale del piano finanziario per il periodo 2007-2013. L’efficienza nel programmare le risorse e nel realizzare gli interventi formativi, che si attesta al 55% pari cioè a oltre 553milioni di risorse già pagate, pone la Regione fra le prime in Italia nell’utilizzo delle risorse di FSE. Le persone che hanno beneficiato degli interventi fino a maggio di quest’anno sono circa 390.000.

Sono solo alcuni dei dati contenuti nel Rapporto annuale di esecuzione del Programma operativo regionale FSE Obiettivo Competitività Regionale e occupazione 2007-13 che la Regione ha presentato oggi presso il Salone San Giorgio del Borgo Medievale del parco del Valentino di Torino, in occasione del Comitato di Sorveglianza presieduto dai rappresentanti della Commissione Europea, del Ministero del Lavoro, del Ministero dell’Economia e delle Finanze.

L’incontro è stato l’occasione per fare il punto sullo stato di attuazione e i risultati raggiunti nel corso del 2012 e nei primi mesi del 2013, con uno sguardo alla prossima programmazione 2014-2020. Di fronte ad un’ampia platea di rappresentanti delle parti sociali, degli enti locali e degli operatori interessati, l’Assessore Claudia Porchietto ha illustrato l’impegno della Regione, con il supporto di tutto il sistema socioeconomico e istituzionale, nel far fronte agli effetti della crisi che interessano un sempre maggior numero di lavoratori e famiglie. L’Assessore ha, inoltre, sottolineato come proprio a partire da questa esperienza di parternariato, occorre elaborare le nuove strategie con cui saranno impegnate le risorse comunitarie nei prossimi anni.

Il dibattito, al riguardo, è oggi nel vivo; per questo motivo la Regione Piemonte ha fortemente auspicato che l’attenzione che il Governo italiano e la Commissione Europea riservano, giustamente, ai gravissimi problemi delle regioni meridionali, non implichi una minore attenzione alle esigenze delle Regioni del Centro Nord ed in particolare del Piemonte. Anche qui la crisi colpisce duramente famiglie e imprese; ma al contempo è qui che si possono attivare le più grandi energie per rilanciare lo sviluppo di tutto il paese.

«Si tratta di una preoccupazione totalmente condivisa. – Ha commentato il dott. Nicolas Morin, Capo Unità Italia della DG Occupazione della Commissione Europea – I documenti che la Commissione ha prodotto sino ad oggi ed il quadro normativo in fase di definizione hanno presente la necessità di approcci diversi nei differenti contesti territoriali. Al contempo richiedono una capacità, delle istituzioni, di focalizzare la propria azione concentrandola su poche priorità ben definite e adottando approcci che integrino la programmazione di linee differenti, da quelle sugli investimenti infrastrutturali a quelle relative allo sviluppo dell’occupazione e della qualificazione dei lavoratori, alla ricerca e all’innovazione, allo sviluppo sostenibile.»

Da questo punto di vista, tanto l’Assessore Porchietto, quanto il rappresentante della Commissione Europea, Morin, hanno auspicato che, nella definizione delle strategie per il futuro utilizzo del FSE, non si ceda alla tentazione di attivare politiche meramente assistenziali. Le risorse comunitarie non devono essere impiegate solo nel riconoscimento di sussidi, ma piuttosto devono essere strumento per l’inclusione attiva, soprattutto a sostegno dei soggetti più a rischio di marginalizzazione. Migliorare l’accesso al lavoro, valorizzando le ricche esperienze che tanto le istituzioni quanto il privato economico e sociale hanno consolidato in Piemonte nel campo del Welfare, è il primo strumento di contrasto alla povertà e alle discriminazioni, ed al contempo un passo irrinunciabile per il riavvio dello sviluppo sociale ed economico della nostra Regione e del paese.