PalazzoCisterna-TorinoTORINO – Ieri è iniziata, in Consiglio Provinciale, la sessione dedicata all’esame e al voto del bilancio di previsione, il cui voto è previsto a fine settimana. Un bilancio tecnico e di emergenza che, come ha spiegato il Presidente della Provincia, Antonio Saitta «è dettato nei tempi e nei contenuti dalle pesantissime manovre dei Governi che si sono succeduti negli ultimi due anni e che stanno portando il sistema delle Province italiane al dissesto, con il rischio che se non si riuscirà a raggiungere gli obiettivi del Patto di stabilità ne risentiranno gli equilibri dei conti dello Stato.»
Quest’anno, per la Provincia di Torino, l’ammontare del prelievo nazionale sulle casse è di 36 milioni di euro: «Addirittura 10 milioni di prelievo in più rispetto a quanto già abbiamo subìto lo scorso anno – ha precisato Marco D’Acri, Assessore al Bilancio – uno sforzo ulteriore che vede palazzo Cisterna in grado di garantire la sicurezza dei 3.050 km di strade e degli oltre 160 edifici scolastici solo a prezzo di tagli e sacrifici enormi, tra cui la spesa del personale che ha fatto registrare un contenimento significativo e la riduzione dei premi ai dirigenti, il taglio della spesa per i costi della politica che dallo scorso anno è sceso di un milione di euro e l’annullamento totale delle cosiddette spese discrezionali, cioè quelle non obbligatorie per legge.»
La Provincia di Torino ha deciso di procedere attraverso lo strumento del decreto ingiuntivo nei confronti dello Stato per una cifra superiore ai 100 milioni di euro «cifra che incassata – ha proseguito D’Acrì – ci consentirebbe una più agevole gestione dei pagamenti delle spese correnti e l’aggiornamento di strumenti come l’anticipazione dei pagamenti in materia di formazione professionale, che hanno negli anni sostenuto l’intero settore a livello piemontese.»